ALBA DEL CENTENARIO: SALUTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ROMANO PRODI
Care amiche e cari amici scout,
milioni di giovani e di adulti scout hanno rinnovato oggi solennemente la propria Promessa. Le formule della Promessa resistono all’usura del tempo, riassumono i valori di un movimento mondiale e tracciano i contorni di una pedagogia attenta alle virtù del cittadino, qualunque sia la sua patria.
Dovete essere fieri di appartenere ad una storia che ha attraversato il Novecento a testa alta. Per l’Italia gli scout hanno fatto tanto! Lo scautismo è stata una scuola di libertà quando la libertà era negata, una scuola di tolleranza quanto l’ideologia sembrava tutto, una scuola di pace quando dominava la paura; una scuola di autoironia – imparata da Baden-Powell – in un mondo che si prendeva troppo sul serio.
Lo scautismo non è anonimo: è un metodo educativo fondato su virtù semplici, comprensibili, vere, che si apprezzano lentamente, ma che durano tutta la vita, come la vostra Promessa.
La cosa che mi impressiona di più è che lo scautismo è stato fin dall’inizio cosmopolita, aperto all’osservazione e al rispetto degli altri ed ha avuto come orizzonte il mondo. Certo, ha dovuto attendere che l’umanità si aprisse e si mischiasse per vedere riconosciuto che il suo atteggiamento era sano, ma oggi, nell’epoca di una difficile globalizzazione, può aiutarci a raccogliere i frutti di una lunga attesa. Lo scautismo è adulto, ma all’alba di questo 1 agosto possiamo dire che rinasce.
Buona caccia e buona strada