Jamboree 2011

Il 22° World Scout Jamboree (WSJ) si svolgerà dal 27 luglio al 7 agosto 2011 in Svezia, a Rinkaby, nella provincia di Skane, vicino a Kristianstad, nel Sud della Svezia (a due ore e mezza di treno da Copenaghen). Sarà un’occasione speciale e irripetibile per vivere e condividere l’essenza dello Scautismo/Guidismo dopo averne festeggiato il Centenario durante lo scorso Jamboree. Il motto è: “Simply Scouting, Semplicemente Scout” … ma che cosa significa? È la risposta a qualunque domanda: che tipo di esperienza si farà al Jamboree? Come faremo a diventare amici di Scout provenienti da tutto il mondo? Come potremo imparare qualcosa sullo sviluppo globale? Com’è possibile tutto ciò? Risposta: Simply Scouting!! Semplicemente attraverso lo Scautismo!

Ci piace pensare che questa sarà la sensazione che riceverete sul luogo, da dovunque voi proveniate. Che questa è l’esperienza dello Scautismo, in tutte le sue forme. Che questo è un fantastico programma di attività di qualità per tutti. Che questo è l’approccio migliore per affrontare le questioni della nostra società. Che questo è il nostro metodo Scout, il nostro valore, il nostro modo di lavorare. Semplicemente Scout – per tutto il tempo del campo e in ogni momento della vita quotidiana, gli Scout svilupperanno nuove capacità e condivideranno le loro competenze ed esperienze, lavorando al contempo per una più grande capacità di comprensione mondiale. Facendo quello che amiamo di più: semplicemente scautismo! All’interno del tema “Simply Scouting” ci sono tre concetti importanti, che saranno presenti in ogni aspetto del Jamboree: meetings, nature e solidarity.


Cos'è il Jamboree

Il World Scout Jamboree (WSJ) è il più grande evento per giovani organizzato dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout: ogni 4 anni, decine di migliaia di ragazze e ragazzi da ogni parte del mondo si riuniscono in una “città fatta di tende” per due settimane di attività comuni. Si tratta di un evento veramente unico nel suo genere, dove 40.000 giovani vivono ed imparano insieme. ll prossimo WSJ si terrà in Svezia nella località di Rikanby dal 27 Luglio al 7 Agosto 2011. Essendo prima di tutto un evento educativo per la promozione della la pace e della differenza culturale, si tratta di una fantastica esperienza di multiculturalismo vissuto in prima persona, dove ragazze e ragazzi hanno l’opportunità di interagire con altri giovani provenienti da differenti paesi e culture costruendo insieme solidarietà e comprensione al di là delle barriere culturali e geografiche. I ragazzi , di età compresa fra i 14 ed i 17 anni, partecipano all’evento in gruppi nazionali, chiamati Contingenti. Ogni Paese ha il proprio contingente e l’Italia in Svezia sarà rappresentata dalla Federerazione Italiana dello Scautismo con con ben 1300 partecipanti. L’evento sarà reso possibile grazie al supporto di migliaia di volontari internazionali adulti ed uno speciale fondo di solidarietà organizzato a livello mondiale assicurerà che il maggior numero possibile di Paesi possa essere rappresentato. Si tratterà di un vero e proprio esercizio di peace building su larga scala!. Come ogni evento tipicamente scout, il WSJ offre ai partecipanti un vasto programma di attività ma allo stesso tempo affida grande importanza all’attitudine di partecipazione stessa, offrendo opportunità di interazione e reale partecipazione nella vita di tutti i giorni del campo. Il tema scelto per questa edizione del WSJ è Simply Scouting – Semplicemente Scout: per tutta la durata dell’evento le ragazze ed i ragazzi partecipanti svilupperanno nuove capacità e condivideranno le loro competenze ed esperienze, lavorando al contempo per una più grande capacità di comprensione delle altre culture facendo quello che amano di più: semplicemente scautismo! All’interno del tema “Simply Scouting” ci sono tre concetti importanti, che saranno presenti in ogni aspetto del WSJ:

1. Meetings – Incontri
Conoscere nuove persone, stili di vita, culture e abitudini diverse dalle proprie è una delle caratteristiche dello Scoutismo ed in particolare del WSJ. Il ventiduesimo WSJ incoraggerà incontri tra persone di differente cultura, religione, paese e contingenti. I partecipanti potranno scoprire come uno straniero in realtà altro non è che un nuovo amico. Gli incontri avverranno in ogni situazione: attività modulari, vita di campo, serata insieme attorno ai fuochi, momenti comuni nella main arena. Tutti gli aspetti dell’evento, persino le strutture fisiche, sono pensate affinché gli incontri siano possibili e incoraggiati.

2. Nature – Natura
Principio essenziale del metodo educativo scout è la vita all’aria aperta. Il WSJ in Svezia sarà a stretto contatto con la natura: i partecipanti vivranno per due settimane in un campo immenso circondato da alberi e arbusti; l’ambiente naturale sarà strumento di “apprendimento”, se ne scoprirà sia la vulnerabilità, sia ciò che come individui possiamo fare per proteggere meglio il mondo in cui viviamo.

3. Solidarity – Solidarietà
Ogni scout è fratello di tutti gli altri scout, perché parte di un movimento che condivide gli stessi valori di rispetto e solidarietà verso gli altri e verso se stessi. Il WSJ incoraggerà la solidarietà tra scout di ogni età, e promuoverà l’unità tra le organizzazioni scout ed i giovani di tutto il mondo nell’ottica di una comune responsabilità nei confronti del mondo e degli Altri. Il Jamboree promuoverà il rispetto per l’altro, enfatizzerà l’uguaglianza dei diritti e la pace. Al Jamboree, tutti saranno uguali, indipendentemente dalle loro caratteristiche personali o dalle loro origini.

Se si escludono le Giornate Mondiale della Gioventù, a cui gli scout partecipano ad ogni modo massivamente, non esistono in tutto il mondo altri raduni organizzati simili al WSJ. Si tratta di una occasione unica per offriere preziosi spunti educativi ad un numero elevatissimo di giovani provenienti da tutto il mondo. In più permette un’ampissima visibilità per lo scautismo in generale ma anche per le organizzazioni e gli enti presenti come partners esterni visto il grande numero di giovani e visitatori (nella ventunesima edizione del WSJ nel Regno Unito nel 2007 ci furono più di 40.000 partecipanti e più di 100.000 visitatori)

http://www.worldscoutjamboree.se/


Il programma del 22° Jamboree Mondiale

Le aree in cui i partecipanti potranno vivere le loro esperienze scout al 22 ° Jamboree mondiale sono cinque:
la Vita di Sottocampo, le Attività per Modulo, le Aree Comuni, l’Arena Eventi e il Camp in Camp.

Vita di Sottocampo
Il sottocampo è la casa degli Scout al Jamboree.
Qui si svolgerà la maggior parte della quotidianità della vita (dormire, cucinare, pulire, ecc.)
del Jamboree.Gli Scout avranno gli strumenti per creare la propria casa e molto tempo a disposizione per poter vivere e conoscere il sottocampo.
La dimensione limitata e l’ambiente di un sottocampo renderà più facile conoscere nuovi amici provenienti da altri paesi e aiuterà a costruire una autentica comprensione con gli altri.
Tutti i sottocampi avranno il loro punto di incontro (piazza) con un piccolo caffè, un cerchio per il fuoco e attività spontanee e non programmate, ecc. Questo tipo di attività di sottocampo sarà per ognuno stimolante per creare la propria personale esperienza Jamboree

Attività per Moduli
Le attività per moduli mirano a fornire ai partecipanti le conoscenze e gli strumenti necessarie alle esigenze dei giovani del mondo di oggi.
Qui, le organizzazioni nazionali scout, le organizzazioni non governative e altre organizzazioni forniranno le loro competenze per rendere le attività il più possibile divertenti, educative e stimolanti. Il programma delle attività comprenderà moduli incentrati sulla condivisione culturale, l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’impegno sociale, le tematiche dello sviluppo globale, il rispetto per se stessi e per gli altri, la salute, lo sviluppo della comunità, la pace e molto altro ancora. Le attività verranno svolte per pattuglia perché questa è riconosciuta come una entità importante per stimolare l’attività.

Aree Comuni
Al Jamboree, tutte le attività al di fuori dei sottocampi e di quelle organizzate in aree particolari sono considerate “spazi comuni” e possono essere condivise da tutti. Gli spazi comuni sono concepiti per facilitare gli incontri e ci saranno, ad esempio, i caffè, le attività spontanee, mostre e anche spazi specifici per i programmi spirituali e le pratiche religiose.

Arena Eventi
Al 22° World Scout Jamboree ci saranno tre grandi eventi comuni: la Cerimonia di apertura, un importante evento a metà del Jamboree e la Cerimonia di chiusura. Questi saranno eventi in cui i partecipanti non solo saranno spettatori, ma giocheranno una importante parte interattiva.

Camp in Camp (campo nel campo)
Per alcuni giorni, 100-200 Scout prenderanno parte a un campo più piccolo ad una certa distanza dall’area del campo principale. Questo “Camp in Camp” darà a ciascuno dei partecipanti la possibilità di vivere intensamente la natura e l’esperienza di un piccolo campo scout in stile svedese. Questa sarà anche una occasione per meglio conoscere un piccolo gruppo di nuovi amici.


I partecipanti

La partecipazione del Contingente Italiano al WSJ 2011 avverrà nella seguente modalità:
Partecipanti di età compresa fra i 14 ed i 16 anni: secondo il tradizionale metodo educativo adottato nello scautismo saranno divisi in piccoli gruppi monossesuali di 9 (squadriglie/pattuglie) a loro volta facenti parte di un gruppo più vasto di 36 (reparti). Ogni gruppo di 36 è affidato alla responsabilità di 4 educatori scout adulti. I ragazzi e le ragazze fra i 14 ed i 16 anni saranno i veri protagonisti del WSJ: ogni attività sarà rivolta a loro e tutta l’esperienza Jamboree è ideata perchè possa essere per loro un evento formativo e allo stesso tempo divertente.
Partecipanti di età compresa fra i 17 ed i 21 anni: saranno divisi in gruppi di circa 30 (con ragazzi e ragazze) sotto la responsabilità di 2 educatori scout adulti. Durante il WSJ parteciperanno individualmente come volontari con diverse mansioni all’INTERNATIONAL SERVICE TEAM che si occupa di rendere possibile l’evento dal punto di vista pratico e della manodopera (Pulizia, Approvvigionamenti, Logistica, Animazione, Accoglienza,…)
Educatori Scout Adulti: esperti in educazione in contesti internazionali che faciliteranno l’esperienza dei partecipanti sotto diversi punti di vista: questioni pratiche ed organizzative, animazione educativa del gruppo, supporto nella rielaborazione dell’incontro culturale. Questi verranno anche formati durante il cammino di preparazione al WSJ attraverso appositi incontri di formazione organizzati dal Team di Contingente e materiale che da questo verrà predisposto.


Staff di Contingente

In occasione del WSJ 2011 il Consiglio Federale della FIS ha nominato un Capo Contingente Federale nella persona di Luigi Bocchino (CNGEI), assistito da una Direzione composta da: Maurizio Fegatelli (Tesoriere Federale), Gionata Fragomeni – Roberta Vincini – Don Luca Meacci (Capi Contingenti AGESCI) e Lara Parenti, Corradini Enrico (Capi Contingente CNGEI). Alla Direzione di Contingente è stato dato piena responsabilità nella gestione del progetto World Scout Jamboree 2011.

La Direzione di Contingente ha individuato altri Capi destinati alle varie aree di lavoro di staff che la Direzione ha individuato come necessarie alla realizzazione del Progetto del Jamboree. Il CNGEI ha nominato 7 persone, AGESCI ha nominato 20 persone che realizzeranno i progetti delle varie aree

AREA CONTENUTI-CAPI: 6 persone
AREA LOGISTICA: 5 persone
AREA IST: 3 persone
AREA COMUNICAZIONE: 5 persone
AREA QUARTIERE GENERALE ITALIA (PIAZZA ITALIA): 4 persone

Capo Contingente Federale

Luigi Bocchino Capo Contingente della delegazione FIS (Federazione Italiana dello Scautismo) al 22° World Scout Jamboree, ovvero delle due associazioni che ne fanno parte, CNGEI e AGESCI. In Svezia sarà il referente ufficiale a del nostro paese.
Luigi Bocchino
Capo Contingente della delegazione FIS (Federazione Italiana dello Scautismo) al 22° World Scout Jamboree, ovvero delle due associazioni che ne fanno parte, CNGEI e AGESCI. In Svezia sarà il referente ufficiale a del nostro paese.

La Direzione

Area contenuti
L’area Contenuti elabora il cammino educativo di preparazione per i partecipanti basandolo sia sulle peculiarità dello scautismo italiano sia sui temi chiave del WSJ; supporta e facilita il cammino di formazione degli educatori adulti che avranno la responsabilità diretta dei partecipanti durante il WSJ.

Area comunicazione
L’Area Comunicazione si occupa in particolare del piano di comunicazione e gestione di tutti gli strumenti di comunicazione ad esso collegati: sito web, social network, newsletter, contatti con i media, etc.; supporto grafico al contingente e immagine coordinata, gestione della redazione di contingente e dell’area comunicazione durante l’evento, fundraising, partnership e gestione patrocini.

Area Piazza Italia
L’area Piazza Italia predispone ed attrezza l’area riservata all’Italia durante il WSJ; una parte sarà destinata a “quartier generale” del CMT mentre un’altra espositiva presenterà l’Italia in generale e lo scautismo italiano in particolare.

Area IST
L’area IST (Internationa Service Team) elabora il cammino di preparazione e formazione per i partecipanti dai 17 ai 21 anni; facilita la loro partecipazione e coordinamento durante il WSJ.

I medici di Contingente
Loro sono i medici di contingente, hanno un compito speciale, anche se speriamo che non debbano lavorare molto, ma se ci sarà bisogno di loro… Sono pronti!


Reparti di Contingente

Ecco a voi i fantastici reparti che si stanno preparando per la Svezia, il loro lungo viaggio è cominciato da tempo, sono formati da ragazzi che prvengono da tutte le regioni d’Italia e stanno scaldando i motori per arrivare preparati al World Scout Jamboree 2011!
Sono accompagnati nel loro percorso da alcuni capi, divisi per staff, ai quali abbiamo chiesto di presentarsi per farsi conoscere un pochino meglio.
Potete seguire, inoltre, i racconti dei diversi campetti che ogni reparto sta affrontando per prepararsi al meglio e costruire un saldo spirito di gruppo, che aiuterà questi giovani esploratori a vivere una fantastica esperienza.
Trovi nel menù a fianco la lista dei Reparti di Contingente

International Service Team

Eccoli i famosi IST (International Service Team), sono coloro che contriubiranno, con il loro servizio, alla realizzazione del 22° World Scout Jamboree 2011 in Svezia.
Il contingente italiano potrà avvalersi di un nutrito gruppo di volontari, sono stati formati 6 CLAN di formazione (AGESCI) e un folto gruppo di 31 Senior CNGEI
Tutti i nostri IST sono partiti da molto lontano, hanno intrapreso un lungo viaggio, durante il quale hanno imparato a conoscersi e si sono preparati ad affrontare tutto quello che sarà necessario fare durante il Jamboree.
Ecco i Clan Agesci che si presentano:



Visita il Jamboree

Sono aperte le vendite dei biglietti per partecipare al Jamboree in Svezia come VISITATORE.
Per dodici giorni, un’area verde nel sud della Svezia si trasformerà in una vivace città, con più di 30 000 abitanti provenienti da ogni angolo del mondo. Puoi essere anche tu un abitante di quella città per un giorno!
Puoi vivere un giorno al 22esimo jamboree mondiale come DAY VISITOR e provare l’atmosfera unica del Jamboree. Potrai incontrare gente da tutto il mondo, vivere nella natura e sentire la solidarietà tutto intorno a te. Tutto quello che devi fare è comprare un biglietto per diventare DAY VISITOR.
I biglietti possono essere comprati ONLINE presso il web-shop oppure una volta arrivati sul luogo, presso il Jamboree Arrivals Desk. Per evitare lunghe code ti suggeriamo di comprare il biglietto online.
A questo indirizzo trovi ulteriori informazioni per partecipare come VISITATORE al Jamboree e per comprare il biglietto

Scautismo nel mondo

Lo Scautismo e il Guidismo sono, nel loro complesso, un movimento di giovani creato nel 1907 che si propone la formazione integrale della persona attraverso un metodo di educazione non formale che mette in pratica i principi ed i valori definiti dal suo fondatore Lord Robert Baden-Powell. Questi principi oggi sono attualizzati dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout- WOSM – e dall’Associazione Mondiale delle Guide Esploratrici– WAGGGS -, organizzazioni internazionali presenti in 216 paesi e territori del mondo con oltre 40 milioni di associati.
In Italia, le due organizzazioni mondiali sono rappresentate dalla Federazione Italiana dello Scautismo (FIS), che attualmente riunisce il Corpo Nazionale Giovani Esploratrici ed Esploratori Italiani (CNGEI) e l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI); essa è presente su tutto il territorio nazionale, con oltre 210mila membri. Le Associazioni federate nella FIS si riconoscono in un impegno educativo comune nei confronti della gioventù italiana, pur conservando la propria piena autonomia. Lo scautismo è il movimento giovanile più numeroso al mondo e con la maggior diffusione territoriale in ogni contesto etnico, culturale e religioso.
http://www.scouteguide.it
http://www.scout.org/
http://www.wagggsworld.org


Rassegna Stampa

Raccogliamo qui tutti gli articoli della carta stampata associativa e non.
Spedite a comunicazione@jamboree2011.it gli articoli dei quotidiani locali che parlano di voi e della vostra avventura verso il Jamboree.

STAMPA NAZIONALE

Delrio consegna 40 tricolori agli scout che partecipano al raduno ‘World scout jamboree’ (Il Resto del Carlino)

Consegnate le bandiere agli scout (Gazzetta di Reggio)
Tondo agli scout: «Raccontate al mondo quant’è bello il Friuli» (Il Gazzettino.it)
Gli scout udinesi in partenza per la Svezia
UDINE – Il sindaco Furio Honsell incontra gli scout in partenza per la Svezia
Il Giorno – Sud Milano – Il piccolo Matteo orgoglio scout: volerò al raduno mondiale
Avvenire – Dalla Svezia la voce del “modello scout”
http://www.jamboree.it/2011/sites/default/files/rassegna stampa 26 luglio 2011.1.pdf”>Avvenire – Rassegna stampa 26 Luglio 2011
Piacenza Sera – Dieci scout piacentini al raduno internazionale in Svezia
Valtiberina OnLine – Scout in viaggio per la solidarieta’
La Nazione – Dalla Valtiberina alla Svezia, scout in viaggio per la solidarietà
Panorama.it – Jamboree: 40 mila scout di tutto il mondo nel più grande campo mai realizzato

CNGEI
Libretto Jamboree
Articolo Scautismo 2/2011
Articolo Scautismo 3/2010
Articolo Scautismo 2/2010
Articolo Scautismo 1/2010

AGESCI – Avventura
Avventura 2-2010
Avventura 8-2009
Avventura 6-2009

AGESCI – Proposta Educativa
Articolo Area Contenuti [1-2010]
Proposta Educativa 8-2009
Proposta Educativa 7-2009
Proposta Educativa 6-2009
Proposta Educativa 5-2009
Proposta Educativa 4-2009


Area IST

Camp in Camp

Ospitalità, disponibilità e una natura che ti conquista con il suo verde brillante, puro, selvaggio: questo ciò che abbiamo potuto provare vivendo l’esperienza del Camp in Camp.

Dal 31 luglio al 2 agosto, noi partecipanti siamo stati coinvolti in un’attività diversa dalle altre; usciti dal campo, delle corriere ci hanno trasportati in vari posti dove gli scout svedesi, norvegesi, danesi e finlandesi ci hanno ospitato durante il proprio campo estivo.

Inizialmente siamo stati divisi in gruppi misti. Nel mio per esempio, c’erano scout italiani, austriaci, egiziani, libanesi, americani e brasiliani. Arrivati, dopo un’ora o poco più di strada, siamo stati accolti da uno scout norvegese che è stata la nostra guida per i due giorni. Ci è stata assegnata la nostra tenda e, in seguito a qualche indicazione riguardo a tempistica e regole del campo, abbiamo finalmente potuto pranzare.

A partire dal pomeriggio abbiamo partecipato a una serie di attività, testando abilità fisiche e mentali; non sono però mancati i momenti per sfogare la nostra curiosità! Tra le attività a cui abbiamo partecipato una camminata con ostacoli sul modello del percorso Hebert, la creazione di un porta fazzolettone con inciso il simbolo della base, canoa e bagno nel fiume. I pasti dovevamo procurarceli noi, così la sera ci hanno assegnato un posto dove abbiamo potuto accendere il fuoco e cucinare qualcosa di caldo. Inoltre nel procurarci la legna abbiamo persino insegnato agli scout locali il nostro modo di tagliare, con grande successo: mi sono stupita nel vedere che il giorno seguente si impegnavano per imitare le nostre tecniche!

É stato buffo per noi iniziare a cucinare intorno alle cinque e mezza e riunirci per il fuoco alle nove; ciò deriva dal fatto che il campo che ci ospitava era costituito non solo da ragazzi della nostra età, come ci saremmo aspettati, ma c’erano anche bambini con genitori e altre persone… come una grande festa dove chiunque è il benvenuto! Abbiamo poi parlato con delle ragazze svedesi, scoprendo che loro durante l’anno fanno attività separati per età, mentre per il campo estivo, che dura una settimana, organizzano ogni anno qualcosa di differente, che può essere una camminata con spostamento in varie località, la progettazione di varie costruzioni. Quest’anno per esempio hanno ospitato noi, i partecipanti del Jamboree!

La sera durante il fuoco e la mattina dopo il risveglio abbiamo cantato in inglese e svedese, e ogni nazione ha avuto la possibilità di esibirsi mostrando qualche canto o gioco tipico del proprio paese! Una grande gioia mi ha scaldato il cuore nell’osservare che in giro i ragazzi ripetevano quello che noi, con la nostra semplicità, abbiamo tentato di trasmettere, da giochi a semplici tecniche; così pensavo che, oltre a imparare, siamo riusciti, senza rendercene conto, a lasciare un po’ del nostro in questo paese, colorando così la Svezia d’Italia!

Eleonora Peruch

Le canzoni del fISTival
Eccole!! finalmente online le canzoni dei Clan di formazioni che sono state presentate durante il mitico fISTival della canzone IST durante l’incontro federale di Villa Buri.
Potete iniziare ad ascoltarle così da poterle cantare durante le giornate del Jamboree!! Buon ascolto!

Ultima tappa percorso di catechesi
Ecco l’ultima tappa del percorso di catechesi che ha accompagnato i nostri passi fino ai giorni della partenza per la Svezia.
Questa ultima tappa si intitola appunto “Preghiamo al Jamboree”

Ultimi aggiornamenti del Libro di Rotta
Ecco le ultime pagine del Libro di Rotta, con queste il quaderno dovrebbe essere completo, pronto per essere messo nello zaino. La partenza è sempre più vicina.
Nel primo file (6 – pagine 29 – 36) le famose canzoni che hanno gareggiato a Villa Buri, potranno essere la colonna sonora delle vostre giornate in Svezia.
Nel secondo (7 – pagine 41 – 42) alcune indicazioni direttamente dall’organizzazione svedese

La III tappa di “Chiamati a servire”
Prosegue anche il cammino di fede con la terza Tappa di “Chiamati a servire”
In questi mesi abbiamo riflettuto un po’ sul tema del servizio e lo abbiamo collocato, secondo l’ispirazione cristiana che ci appartiene, nel grande tema del “costruire il Regno di Dio”….
File allegati: Canti S. Messa Villa Buri E1 – E5.pdf, Chiamati a servire – III tappa D1 – D2.pdf

Aggiornamenti al Libro di Rotta
Ecco alcune nuove pagine del Libro di Rotta, le pagine che sono state consegnate agli IST durante l’incontro federale di Villa Buri.
In particolare:
pag. 25: programma dell’Incontro Federale
pag. 26: pianta di Villa Buri
pag. 27: pianta del Jamboree
pag. 28: programma del Jamboree
File allegati: 5 – Pagine 27 – 28.pdf, 4 – Pagine 25 – 26.pdf

Lettera Invito – Incontro Federale IST
Già da molte settimane i nostri vascelli sono partiti da tanti diversi porti alla volta del faro di Rinkaby ed ora… ultima tappa prima della traversata finale!
Faremo scalo tutti insieme al porto di Villa Buri a Verona e sarà una splendida occasione per gettare in mare le nostre uniformi azzurre e verdi ed indossare quella degli IST del Contingente FIS. (allegata la lettera di invito)

Nuove pagine del “Libro di Rotta”
Si tratta del racconto dell’esperienza di tre persone che hanno fatto gli IST a Jamboree precedenti e che abbiamo inserito come stimolo di riflessione sui temi “Contribuire – Sviluppare – Ispirare” a cui facciamo riferimento nel cammino di preparazione al Jam.
File allegati: Pagine 13 – 24.pdf

Tracce di catechesi “Chiamati a Servire”
Il cammino di preparazione al Jamboree prosegue, anche a livello spirituale, ecco un utile supporto per poter avanzare leggeri verso il grande incontro di quest’estate.
Chiamati a Servire, costruiamo il regno di Dio – è una traccia di catechesi impostata sul servizio, che ci aiuterà a dare un significato maggiore a quello che saremo chiamati a fare come Ist durante il Jamboree.
File allegati: Chiamati a servire – II tappa C1 – C4.pdf, Chiamati a servire – I tappa B1 – B4.pdf

Le prime pagine del Libro di Rotta
Ecco pubblicate le prime pagine del “Libro di Rotta”, sono le pagine che sono state presentate ai primi incontri svolti con i Clan di Formazione. Sono in formato A5 su fogli A4, possono essere stampate, fronte/retro, e poi tagliate per essere inserite nel quaderno.
Presto in arrivo anche le altre pagine.
File allegati: Il file della Copertina da scaricare, Pagine dalla 1 alla 12 del “Libro di Rotta”


Progetti di solidarietà

Jamboree 2011 – Progetti Internazionali per vivere la solidarietà
Ecco alcuni progetti internazionali di solidarietà che sono stati portati avanti per il 22° World Scout Jamboree 2011
Progetto 1 – Al Jam in bicicletta
Scopo del progetto: Supportare l’incredibile avventura di 14 scout Ugandesi che hanno l’obiettivo di raggiungere la Svezia ed il Jamboree in bicicletta attraversando l’Italia e l’Europa! Leggi qui il reseconto del loro viaggio
Situazione: Gli ugandesi sono finalmente partiti da Kempala e hanno raggiunto Nairboi. Con ogni probabilità, saranno in Italia il 24 giugno, quando atterreranno a Roma. Chiunque volesse incontrarli o ospitarli lungo il tragitto, è pregato di contattarmi. La data di arrivo può subire tuttavia variazioni in ragione della disponibilità dei voli e della disponibilità finanziaria della spedizione. Un primo volo era già stato fissato il 21 giugno ma poi è stato
rinviato.
Il tragitto che i ciclisti effettueranno è modellato sul seguente, ma cambiamenti sono possibili nel caso in cui uno o più gruppi, non lontani dal tracciato principale, siano disposti ad accogliere la delegazione ugandese: Tragitto in bici
(Il tragitto può essere evidenziato nel dettaglio. E’ stato elaborato evitando tratti autostradali non percorribili in bicicletta. Prevede comunque a grandi linee la tratta Roma, Terni, Ravenna, Verona, Brennero. Un’altra opzione prevede il passaggio lungo il litorale laziale, con tappa verso Empoli).

La raccolta fondi ha portato al momento un introito di € 8.607

Progetto 2 – Scout e Guide a Korogocho
Scopo del progetto: Contribuire a creare un Gruppo scout e guide presso lo Slum di Korogocho, a Nairobi. (link al progetto)
Situazione: La raccolta dei fondi ha al momento portato un introito pari ad € 11.666
Come contribuire:
Il progetto si può sostenere attraverso tre azioni:
sostegno finanziario alle associazioni nazionali: se avete lanciato una raccolta fondi, c’è ancora tempo per effettuare il versamento. Sarebbe però bene saperlo, così da poter avere un’idea delle somme raccolte e del coinvolgimento dei gruppi;
acquisto uniformi: se la vostra raccolta fondi è destinata all’acquisto delle uniformi, vi preghiamo di dircelo così da poter avere un quadro di quanti soldi sono destinati a questo scopo specifico;
attività congiunte in occasione del prossimo cantiere FIS in Kenya: oltre a partecipare all’evento (per soci dai 18 ai 22 anni), potete dare idee e contributi per le attività da svolgere o potete comunque scrivere lettere/cartoline o preparare piccoli regali per gli abitanti di Korogocho.

Progetto 3 – Operation One Word
Scopo del progetto: Rendere possibile la partecipazione al Jamboree di scout di altri paesi che altrimenti non avrebbero i mezzi finanziati per partecipare.
Situazione: Attualmente è partita la raccolta fondi che ha portato ad incassare 2.360,00 euro.
Al momento 350 euro sono stati utilizzati per pagare il viaggio in Svezia dei due partecipanti del contingente romeno al Jamboree.
Gli altri fondi sono stati versati sull’apposito conto corrente che ha al momento favorito la partecipazione all’evento mondiale di scout provenienti da Macedonia, Albania, Serbia, Bulgaria.

Come contribuire: Continuate pure a donare le vostre offerte attraverso il versamento sul conto corrente federale.

Ricordiamo inoltre che è ancora possibile donare:
E’ molto importante che indichiate bene la causale, il gruppo e l’Associazione all’atto del
versamento i cui estremi sono i seguenti:
Intestatario: FIS Federazione Italiana dello Scautismo (banca Popolare Etica)
IBAN IT09Z0501803200000000511480
Causale: Jam 2011 – Progetto “Nome progetto (Al Jam in bicicletta, Korogocho, Operation One world)” –
Nome Reparto/Compagnia/Gruppo
Per ogni ulteriore informazione sui progetti potete rivolgervi a Mariano Iadanza, Area Contenuti Jamboree 2011, mariano.iadanza@cngei.it, 346.8734624.

Questi progetti sono oggi realtà grazie alla generosità e all’impegno di tante persone, reparti, gruppi, zone, sezioni che qui vogliamo ringraziare e citare.

CNGEI settore internazionale, CNGEI Sezione di Niscemi, Gruppo Fratello Sole Matera 3, CNGEI Vicenza, CNGEI Sezione di Benevento, Reparto Gemini Brescia 9, Matera 2, AGESCI Emilia Romagna, AGESCI Brescia 1, CNGEI Sezione di Parma, AGESCI Verona 6, CNGEI Sezione di Cernobbio, Quartu 3, Pisa 2, AGESCI Reparto di Formazione FVG Tuono Silente, AGESCI Rep. Jam Brezza Gagliarda, CLAN FUOCO FERRARA 3 E 5, Guasticce 1, Napoli Rep. Mafeking, Reparto Chimera Pisa 3, Rep. Altopiano, AGESCI Empoli 3, AGESCI Alghero 1, Valeggio sul Mincio AGESCI, AGESCI Quartu Sant’Elena 1, CNGEI Benevento, Rep. Ferruccio, AGESCI Alessandria 1, AGESCI Rosignano 1, Rep. Puglia 2 Onda Mediterranea, AGESCI – Vittorio Veneto, AGESCI Viareggio 3, AGESCI Empoli 1, AGESCI Uzzano, AGESCI LIcata, AGESCI Schio 3 , AGESCI Taranto, AGESCI Pontassieve, AGESCI Bologna 3

Grazie di cuore a tutti voi!


Dall'Uganda al jamboree in bicicletta

Ai più attenti non sarà sfuggita la campagna di solidarietà promossa in occasione del jamboree 2011. Uno dei progetti mirava a favorire la partecipazione al campo di un piccolo contingente ugandese che avrebbe attraversato in bicicletta mezza Africa e mezza Europa per giungere in Svezia.
Il gruppo avrebe piantato alberi, incontrato scout e persone, portato il proprio messaggio di pace. Il progetto è divenuto realtà e, pur con un cambiamento di percorso dovuto ai problemi nei Paesi arabi, gli ugandesi stanno per arrivare in Italia.
I dieci ragazzi e due accompagnatori, arriveranno in Italia il 27 giugno, quando alle 14.40 atterreranno all’aereoporto di Fiumicino a Roma . Chiunque volesse incontrarli o ospitarli lungo il tragitto, è pregato di contattare Mariano Iadanza al seguente indirizzo mariano.iadanza@cngei.it.
La data di arrivo può subire tuttavia variazioni in ragione della disponibilità dei voli e della disponibilità finanziaria della spedizione. Un primo volo era già stato fissato il 21 giugno ma poi è stato rinviato.

Il tragitto che i ciclisti effettueranno è modellato sul seguente, ma cambiamenti sono possibili nel caso in cui uno o più gruppi, non lontani dal tracciato principale, siano disposti ad accogliere la delegazione ugandese:tragitto su viamichelin.it

(Il tragitto può essere evidenziato nel dettaglio. E’ stato elaborato evitando tratti autostradali non percorribili in bicicletta. Prevede comunque a grandi linee la tratta Roma, Terni, Ravenna, Verona, Brennero. Un’altra opzione prevede il passaggio lungo il litorale laziale, con tappa verso Empoli).

La raccolta fondi ha al momento portato un introito di € 8.607,00. La quota non è sufficiente per coprire tutte le spese del progetto, per cui se c’è qualcuno ancora intenzionato a donare, è ben accetto.


Mariano Iadanza
International Commissioner Wosm
Commissaire International OMMS
FIS- Federazione Italiana dello Scautismo

Cngei – Italia
Il Percorso in Italia

27 Giugno
Aeroporto – Fiumicino, totale distanza 27 km
Il gruppo pernotterà in campeggio. All’arrivo provvederemo ad illustrare il percorso in Italia e le modalità di comunicazione.

28 Giugno
Fiumicino – Montalto di Castro, distanza 104 km
Pernottamento in tenda.

29 Giugno
Montalto di Castro – Gavorrano, distanza 109 km
Pernottamento in tenda

30 Giugno
Gavorrano – Castenuovo di Val di Cecina, distanza 53,5 km
Il gruppo sarà ospitato dal gruppo Agesci Empoli 3, al loro campo estivo.

1 Luglio
Castelnuovo di Val di Cecina – Orentano, distanza 89 km
Il gruppo sarà ospitato dal gruppo Agesci locale, presso la propria sede scout.

2 Luglio
Orentano – La Spezia, distanza 91 km
Siamo alla ricerca di un gruppo scout che voglia ospitare il contingente ugandese nei dintorni di Spezia.

3 Luglio
La Spezia – Berceto, distanza 72 km
Il gruppo dovrebbe dormire in tenda, fatta salva la possibilità di essere ospitato da qualcuno lungo il percorso.

4 Luglio
Berceto – Parma, distanza 54 km
Siamo alla ricerca di un gruppo scout che voglia ospitare il contingente ugandese nei dintorni di Parma.

5 Luglio
Parma – Brescia, distanza 91 km
Il contingente sarà ospitato dal gruppo Agesci di Brescia.

6 Luglio
Brescia – Rovereto, distanza 102 km
Il contingente sarà ospitato dalla sezione Cngei di Rovereto

7 Luglio
Rovereto – Bolzano, distanza 83 km
Pernottamento in tenda e incontro con la sezione Cngei di Bolzano.

Il percorso potrebbe subire variazioni in ragione della disponibilità dei gruppi all’ospitalità e dei tempi di percorrenza. Vi preghiamo dunque di segnalare quanto prima la vostra eventuale volontà in tal senso. Oltre al messaggio di speranza e pace lanciato attraverso la campagna in bicicletta, ci preme che il contingente ugandese possa incontrare gruppi scout italiani o partecipanti al Jamboree.

Diario

27 giugno

Il contingente ugandese è atterrato in Italia il 27 giugno, a Roma. Prima di tutto, hanno dovuto riassemblare le loro biciclette perché per trasportarle in aereo le hanno dovute smontate in molti pezzi. Purtroppo, il giorno 26 a Nairobi era molto brutto e durante il tratto da Rowallan all’aeroporto di Nairobi hanno preso pioggia. Appena montato le biciclette (ci sono voluti due ore), si sono diretti verso la costa per trascorrere la nostra prima notte in un campeggio locale.
Una serata davanti ad una pizza è stata l’occasione di conoscenza con il comitato di accoglienza. Dopo sono stati pianificati i prossimi giorni della spedizione, che dovrebbe proseguire lungo la costa tirrenica fino a La Spezia e quindi via Parma, Brescia, Rovereto e Bolzano raggiungere il confine con l’Austria al Brennero e quindi quello tedesco. Molte sfide ancora li attendono e non mancano le difficoltà: un accompagnatore ha perso il cellulare in aereo e uno dei ragazzi ha rotto la sua bicicletta fin dall’inizio della spedizione, ma sicuramente si potranno gestire i problemi.

Rimontaggio delle biciclette

Arrivo a Roma

Conoscersi davanti ad una pizza
28 giugno

Il secondo giorno di spedizione è iniziato con una buona colazione: alcuni zuccheri per affrontare degnamente il viaggio.
Poi io e Ishaq siamo andati alla ricerca di un carrozziere che potesse riparare la staffa della sua bicicletta. Con un po’ di fortuna, in tempo con la tabella di marcia, siamo riusciti a saldare l’antimonio e alle dieci del mattino il gruppo era pronto per lasciare Passoscuro e dirigersi a nord, lungo l’Aurelia.
Pochi chilometri oltre è stato necessario fare tappa a Ladispoli per acquistare alcuni pezzi di ricambio delle biciclette: pasticche dei freni, camere d’aria, valvole, mastice, pedali. Il viaggio è lungo ed occorre prevedere tutto.
I ragazzi hanno consumato il pranzo a Santa Marinella, 40 km a nord del punto di partenza. Da tempo desideravano sperimentare che effetto avesse bagnarsi nel Mediterraneo (l’Uganda come noto non ha sbocchi sul mare) e allora ci siamo fermati per un bagno rinfrescante nel corso del quale ciascuno di essi ha scoperto che l’acqua del mare è salata. Qualcuno mi ha chiesto come facciamo a berla.
Venticinque chilometri più a nord, il gruppo ha sostato per mangiare una fetta di melone. Sole e caldo sono stati incessanti durante tutta la giornata, per strada pochissimi alberi e qualche eucalipto esattamente dalla parte opposta a quella della nostra marcia.
Avremmo dovuto pernottare intorno a Montalto di Castro, a oltre 90 km dal punto di partenza, ma il coach ha spinto perché i ragazzi pedalassero di più, recuperando la media di 120 km al giorno che ha accompagnato la loro spedizione da Kempala a Nairobi. Così, a circa 110 km da Passoscuro, abbiamo cercato un posto per dormire a Pescia Romana.
Appena giunti in paese abbiamo avvistato due suore che ci hanno presentato il parroco. Ed eccoci qui in una sala parrocchiale a trascorrere la seconda notte in Italia.

Meno trenta giorni al Jamboree.

29 giugno

Stamani la sveglia è suonata alle 6. I ragazzi non hanno fatto una piega. Si sono vestiti, chi possiede uno spazzolino ha lavato i denti, chi possiede un sacco a pelo lo ha sistemato. Poi, un’ultima controllata alla bicicletta, colazione a base di latte freddo, pan carrè e un po’ di frutta. E la spedizione è ripartita.

Mathius, uno dei leader, continua ad essere sorpreso per quanto siano grandi frutti e ortaggi qui in Italia. Gli ho spiegato che la grandezza non è sempre sinonimo di bontà e lo stesso discorso gli ha fatto Muhammad, un egiziano che gestisce un piccolo fruttivendolo lungo l’Aurelia, non lontano da Tarquinia. E che oltre a parlare italiano e arabo, sa esprimersi davvero bene in inglese.
Don Giovanni è stato contento di averci ospitato a Pescia Romana e qui a Grosseto, dove abbiamo fatto tappa per una pausa (a 60 km dalla partenza), abbiamo cercato alcuni pezzi di ricambio delle biciclette, ricevendo sempre un’accoglienza entusiasta.
Segni di solidarietà si vedono ovunque, dalla signora che mette a disposizione la sua casa per un momento di ristoro e un bicchier d’acqua, ai gestori di uno dei negozi di ricambi di biciclette. I figli della proprietaria sono scout in uno dei gruppi di Grosseto. La signora ci tiene a scattare una foto con noi, a dare e ricevere un bigliettino da visita, a sapere di più della spedizione. E ci regala i pezzi di ricambio di cui abbiamo bisogno: “Non mi dovete nulla – ci dice – ci mancherebbe”. Mathius e John ringraziano entusiasti, mentre stanno cominciando ad imparare l’italiano.
Se tutto va bene stasera saremo a 90 km più a nord (150 in totale dalla partenza), ospiti del gruppo scou Agesci Empoli 3.
Altrimenti, come nel piano originario, dormiremo a Gavorrano o Massa marittima. In orario sulla tabella di marcia.

La giornata è stata abbastanza dura. Le temperature hanno toccato i 38 gradi, senza sosta, fino alle sei di sera, quando il termometro ha segnato un poco più confortante 34°.
Purtroppo dopo una partenza avvincente (40 km in circa due ore), l’Aurelia ha giocato i suoi scherzi e il gruppo ugandese ha dovuto affrontare ben quattro forature. Colpa delle pietre lungo la strada e di qualche disattenzione dei ciclisti.
Il pranzo, frugale come sempre, è stato consumato a Grosseto, complice la disponibilità dei proprietari di una villetta – che hanno messo a disposizone la propria fontana – e di quella di alcuni operai – che ci hanno concesso l’uso del loro tavolo e di qualche sedia per un momento di relax all’ombra.
Poi la spedizione è ripartita e una pattuglia della polizia ha intercettato i ragazzi consigliando una strada migliore per giungere a destinanzione. Il gruppo ha voluto comunque procedere oltre la tappa prevista e questo ha reso nuovamente necessario cercare ospitalità. Ci è venuto incontro, quasi per caso, il gruppo scout Agesci di Follonica. Don Gregorio, polacco di origine, ha una bella chiesa non lontano dal centro. Vi accoglie ucraine che suonano il piano e cantano nel coro, romeni che cercano di fare amicizia, persone del luogo che ancora pensano alla chiesa come centro di aggregazione.
Benché l’appuntamento fosse fissato per le 18.30 – perché anche nel pomeriggio la traversata era cominciata a buon ritmo – alle 20 il gruppo era ancora per strada. Un colpo di sole aveva colpito Solomon che è ora ricoverato (senza conseguenze) presso l’ospedale di Massa Marittima da dove uscirà domattina. Il gruppo si è fatto carico della sua bicicletta e di quella di Ishaq che si era offerto di accompagnarlo in ambulanza e ora le dueruote sono tutte qui nel piazzale antistante la chiesa.
Ma l’arrivo a destinanzione è stato nondimeno festoso. Ad accogliere i ragazzi, oltre al parroco, c’era Matteo che parteciperà al Jamboree come ambasciatore del reparto di Follonica.
Insieme, Matteo e i ragazzi hanno tentato di fare gli spaghetti. Hanno calato purtroppo 5 kg di pasta in tre barattoli di sugo. Ma era buona lo stesso. La fame deve pur essere placata.
Poi sono giunti Sara (Capo Gruppo), suo marito, suo figlio Lorenzo (lupetto) e Tiziano (altro capo del gruppo): hanno deciso di regalare una maglietta a ciascun ragazzo, in ricordo del loro trentennale. Poi ci hanno invitato per domattina in spiaggia a fare colazione da loro. Ci sarà anche il sindaco, pare. Appuntamento alle 8.30!

Nel frattempo, Mathius,l’organizzatore della spedizione, è giunto a Castelnuovo di Val di Cecina dove domani dovrebbe arrivare l’intero contingente ugandese. Al suo arrivo il reparto del gruppo Empoli 3 ha preparato l’alzabandiera ufficiale, il drappo italiano issato da me, quello ugandese da Mathius e quello associativo da Luisa che parteciperà al Jamboree.

Mathius è rimasto lì, stanotte, a godersi la festa di apertura del campo estivo e a preparare le attività per domani, quando mancheranno 27 giorni all’apertura ufficiale del Jamboree.

30 Giugno
A svegliarci stamane è il suono nel pianoforte. Alla tastiera Simon che ne ha uno quasi giocattolo a casa sua e sa muovere bene le mani, in accordo tra di loro. Il suono che ne esce, sulle prime, è leggermente alterato, poi la mano destra trova la melodia e la sinistra arrangia un accompagnamento decisamente orecchiabile.

Il team è in bicicletta alle 8.15. Don Gregorio ne ha procurata una anche a me sicché andiamo tutti insieme allo stabilimento balneare per incontrare Eleonora Baldi, sindaco di Follonica e prima donna a ricoprire questo incarico nella storia del Comune. prima di partire, da una bacinella, il coach del gruppo sfodera gli spaghetti avanzati il giorno prima. Nonostante la fame, infatti, i cinque chili cucinati erano davvero troppi. Ma una parte l’avevamo condita con aglio e olio. Ed è quella che emerge invitante quale pasto del mattino. La mangiano pressoché tutti.

Ingoaitao l’ultimo boccone il gruppo si mette in strada, guidato da Don Gregorio e scortato da me, in fondo. Ovviamente appena partiti, la catena della bici di Moses fa le bizze. Il gruppo va avanti e io e lui restiamo molto indietro. Giungiamo sul lungomare in leggero ritardo, ma il sindaco è ancora lì ad accoglierci e a portare il saluto delle Istituzioni.

Massimo, il gestore dello stabilimento, offre a tutti una splendida colazione. I ragazzi si informano sui processi erosivi che portano alla formazione della sabbia perché la spiaggia che avevano visto due giorni prima, a Santa Marinella, era tutta pietre. John fa amicizia con un paio di signore che gli chiedono di disegnare una mappa dell’Africa per capire…ehm…dove sia l’Uganda. Inutile dire che le dame non parlano inglese né John sa dire molto in italiano, ma il disegno riesce, tra gli sguardi di molti curiosi.
Con l’aiuto di Stefano, rivenditore di bicilette, troviamo finalmente i pezzi di ricambio che stavamo cercando da giorni, gli assali dei pedali. Poi il gruppo si muove alla volta di Castelnuovo di Val di Cecina, mentre io e John carichiamo in auto la bicicletta di Solomon che ci attende in ospedale.
Lo troviamo alquanto bene, sazio per il pranzo gustato al Pronto soccorso. Gli infermieri gli hanno lavato la tuta che profuma di sapone e così indossa subito la maglietta avuta in dono dal gruppo di Follonica.
Ovviamente non c’è verso che tutto vada liscio. I ragazzi avevano appena imparato a dire correttamente il nome dell statale n. 1, la notissima Aurelia. Fino a ieri la chiamavano tutti Auleria. Contenti per la conquista, credevano di dover proseguire lungo la stessa strada, sicché un po’ si sconvolgono quando apprendono che invece ora tocca prendere la Strada regionale n. 439. Nonostante la cartina, le spiegazioni e le raccomandazioni, il gruppo allunga di 10 km ed è costretto a fare tappa presso un’osteria (l’unica nel raggio di 22 km), che offre loro acqua da bere e un po’ di crema alla nocciola.

Alle 19 mi giunge la telefonata entusasta di John. Il team è finalmente arrivato a Castelnuovo e sta gozzovigliando grazie alla generosità di un barista locale che ha procurato delle bevande e qualche panino ai ragazzi stremati non tanto dalla traversata, ma dai copertoni fuori uso. Durante la giornata John si era domandato se fosse per via del sole che i copertoni cedono così in breve tempo, qui in Italia. Insieme abbiamo valutato che in effetti il battistrada è più adatto per il fuoripista che non per il duro asfalto delle nostre strade.

Gongolanti per le bellezze del borgo medioevale di Castelnuovo i ragazzi si attardano e Flavio, già capo contingente Agesci del Roverway 2009, è costretto a scendere in paese per capire che fine abbiano fatto. Dopo averli trovati, li porta dunque su dove ad attenderli c’è il sindaco.

Intanto, Mathius e John non smettono di fare lavori di abilità manuale insieme a esploratori e guide di Empoli. Al laboratorio allestito al campo imparano a fare un quaderno col cuoio e mentre scrivo sono intenti alla fabbricazione di un portadocumenti. Gli altri stanno verificando le bici, rito che si compie ogni sera, nella speranza che l’indomani non ci siano intoppi.

Stasera, dopo la cena preparata dai ragazzi di Empoli, i ragazzi incontreranno anche i rappresentanti del gruppo di Castelnuovo e staranno insieme intorno al fuoco, prima di affrontare il gioco notturno.

Domani inizia il mese del Jamboree ed il quinto giorno di questa folle spedizione afro-europea verso Rinkaby.

01 Luglio
Ieri sera i ragazzi si sono molto divertiti con gli esploratori e le guide di Empoli e di Castelnuovo.
Durante il gioco notturno le loro urla risuonavano per tutta la collina e, a fine serata, molti hanno voluto dormire in tenda con le squadriglie. “Se il tempo non fosse così tiranno, sarebbe bello prolungare questi momenti di condivisione e scambio”, mi ha detto Mathius. Comunque, nelle parole di Flavio, “Speriamo di essere riusciti a passare il messaggio che la fraternità non si vive solo al momento del Jamboree e che il campo a Rinkaby non è solo esperienza di pochi, ma opportunità per tutti”. La solidarietà passa anche da qui.

E’ singolare sentire i racconti dei ragazzi. Ismael ad un certo punto ha chiesto quale è il prezzo che in Italia un uomo deve pagare per sposare una donna. Gli ho detto che non c’è un prezzo. John ha aggiunto che basta un anello. Poi tutti mi hanno raccontato quanti buoi si devono invece donare in Uganda per prender moglie, come sia difficile procurarli, quanto sia spesso dura trovare i soldi. “Siete fortunati, voi italiani, perché non dovete pagare la famiglia della donna per sposarla” conclude Ismael.

Ad ogni modo, in tempo sulla tabella di marcia, il gruppo ha salutato gli scout e si è messo in viaggio verso Orentano. Flavio ha donato ad Abbey, il coach, una mappa stradale molto dettagliata e speriamo che questo possa aiutare il gruppo a non smarrirsi per i monti toscani. “Preferiamo fare queste strade collinari – mi hanno detto tutti – perché possiamo pompare alla grande in salita, per poi lasciar andare la bici in discesa”. Molte persone incontrate erano scettiche sulla possibilità che i ragazzi ce la facessero perché le montagne sono dure da attraversare e il sole picchia. Ma evidentemente costoro non hanno mai visto l’Uganda, non hanno mai assaporato le asperità delle sue regioni occidentali, varcato i sentieri che corrono verso il Nilo, affrontato le strade di Kempala quando scende la pioggia liberatrice.

Solomon sta meglio, ma ancora non ce la fa del tutto sicché oggi viaggerà coi mezzi pubblici. “Mi mancherà non aver fatto questo bel tratto di strada” mi ha confidato.

C’è tempo, ragazzi. Tra poco vi aspettano gli Appenini, 1041 metri sul livello del mare.

02 Luglio
A rendere più folle questa folle impresa c’è stata la giornata di ieri. La buona notizia è che Mathius e Solomon sono riusciti a prendere il bus e giungere a Pontedera per tempo. Di lì alla meta finale, Orentano, ci sono solo 17 chilometri sicché una volta arrivati i ciclisti, ci sarà da pedalare per meno di un’ora.
Ma tutto il resto è una cronaca incredibile anche solo da narrare in maniera sensata.

Imboccata la Strada regionale 439, Ronald ha un problema alla catena della bici e resta indietro. Il team va avanti perché ha sempre fatto così: soprattutto in salita non ci si ferma e si sceglie un posto un po’ più comodo per attendere chi si è attardato. Il metodo ha funzinato in Uganda, in Burundi, in Rwanda, in Kenya; funzionerà anche in Italia. Ma le cose si complicano e anche Ishaq lascia il gruppo: avverte un mancamento e John resta con lui per le cure del caso, salvo poi abbandonarlo non troppo tempo dopo perché lui in bicicletta va lento e occorre che si avvii prima altrimenti rallenta il gruppo.
Quando, in una triangolazione infinita, io, Flavio e Govanni (Capo Gruppo Agesci di Orenatano) cerchiamo di capire dove sia il gruppo, scopriamo che dei tre telefoni in loro dotazione uno è scarico e due sono nelle mani della stessa persona.

Solo alle 19.30 otto ciclisti giungono alla stazione di Pontedera. All’appello mancano appunto Ishaq e Ronald. Del primo si sa che è stato assistito in ospedale ma quando Giovanni vi si reca per aiutarlo, scopriamo che è appena stato dimesso ed è in cammino da qualche parte. Il secondo mi aveva chiamato alle 18.30 da Lajatico, 46 km dalla meta, con l’aiuto di una signora peraltro immigrata in Italia da tempo e proveniente da un Paese di cui lei nemmeno era in grado di…ehm… ricordare il nome! In quella circostanza, gli avevo detto di procedere verso la stazione di Pontedera. Solo alle 21.30 scopriamo che vi era giunto da due ore, si era recato al centro del paese ed era rimasto lì ad aspettare. Lo capiamo perché, complice un inglese che vive in zona, Ronald ci chiama al telefono. Gli diciamo nuovamente di andare alla stazione della cittadina ma quando Giovanni arriva, l’ugandese non si trova. Grazie alla chiamata di un arabo che passa di lì per caso, scopriamo che si era allontanato per bere! Lo acciuffiamo finalmente alle 22. Un’oretta dopo aver trovato Ishaq che, ripresosi alla grande dalla visita in ospedale, era arrivato a Bientina di gran lena.

Quando il team arriva a Orentano sono le 23.30. Scout, guide e genitori li attendono da oltre 5 ore e la sagra cui dovrebero partecipare sta per chiudere i battenti. Invece l’apertura viene prorogata, i ragazzi si predispongono al confronto, i genitori si prodigano per accogliere al meglio i ciclisti esausti. Ancora una volta la solidarietà vince. Sul viso dei ragazzi spunta il sorriso dopo una giornata davvero dura.

“Ma questi ugandesi sono un po’ disorganizzati – mi dice qualcuno – Come fanno a muoversi in questo modo? Perdendo così tanto tempo?” A questa domanda rispondo come fece con me Langhinos, un ragazzo kenitoa conosciuto a Nairobi l’anno scorso. Il tempo non è profitto. Esso non è mai mai perso e men che meno nostro. Per la cultura locale i minuti che passano sono pepite preziose per apprendere qualcosa di nuovo, vivere un’esperienza, parlare con qualcuno. Dialogare. Cioè mettere alcentro la persona e non le cose. Langhinos me lo disse quando, comprando un manufatto a Kariobangi, non mi intrattenni a parlare più di tanto con gli artigiani del luogo che più degli scellini, erano interessati a spiegare come e perché facevano quei lavori. Cioè volevano parlare, dialogare. Non solo vendere.

Oggi i ragazzi sono tornati sull’Aurelia, per fortuna. La prossima tappa è La Spezia. E per ora, tutto bene. Nel senso occidentale del termine.

Non sto allegando foto perché da qui la connessione è lenta.

Alle 17 di sabato 2 luglio il gruppo di ugandesi giunge a Viareggio. La pedalata è andata abbastanza bene. A pranzo il gruppo ha mangiato con quanto offerto dal padre di uno scout di Orentano che gestisce un negozio di alimentari e quel giorno ha devoluto le sue entrate al progetto.

Il fatto è che alle 18.20 il team è poco più lontano. Neanche a dirlo, ha avuto i soliti problemi tecnici ma almeno questa volta ha evitato di disperdersi in monadi indipendenti.

Per capire il racconto di questi problemi, bisogna fare un passo indietro. Quando i ragazzi sono arrivati da Nairobi, le loro biciclette erano completamente smontate e avvolte in sacchi di plastica fissati con del nastro adesivo. Seguendo le istruzioni del coach e mettendo in pratica quanto appreso durante il lungo periodo di preparazione, i ragazzi hanno montato le dueruote sul posto. Inserito gli assali dei pedali, fissato i freni, agganciato le catene, gonfiato le camere d’aria, sistemato manubri e sellini. Ognie sera, al termine della giornata, restano almeno un’ora a fare manutenzione alle biciclette. Ma nonostante la loro bravura e il loro impegno, i mezzi sono alquanto vecchi e i pezzi di ricambio, comprati in Italia, essendo nuovi, spesso non coincidono con la struttura della bicicletta. Il che spiega un po’ tutto e rende pressoché inevitabile gli stop-over per le riparazioni del caso.

Ad ogni modo, il gruppo giunge a La Spezia in serata, compatto e sereno. Manca solo Ishaq che purtroppo ha dovuto fare un’altra viista all’ospedale spezzino, giusto per non farsi mancare nulla. La sua bicicletta è stata presa da Jacopo, un esploratore locale che parteciperà al Jamboree e ha fatto gli ultimi 40 km con i nuovi amici africani. “E’ stato bellissimo, davvero. Non ho mai pensato che non potessimo farcela” mi ha detto.

Domenica 3 luglio gli ugandesi sono ospiti della sezione Cngei del luogo. Visiteranno la città (il primo capoluogo di provincia che incontrano dall’inizio del loro viaggio) e proabilmente faranno un salto verso Protovenere. Non a comprare souvenir, ché i soldi per quello non esistono. Ma a capire qualcos’altro dell’Italia. Mentre la strada verso Rinkaby si accorcia e il simply scouting diventa uno stile sia per loro che per chi li sta accogliendo lungo tutta la penisola.

03 Luglio

Il tempo è bellissimo qui a Spezia e subito dopo colazione i ragazzi ugandesi sistemano le biciclette. Dopo un’oretta di lavoro arrivano anche gli esploratori del gruppo Cngei de La Spezia e si decide di fare una partita a calcetto. Il punteggio finale è 4-2 per l’Italia, ma John ha giocato con gli azzurri sicché il risultato è un po’ falsato.

Poi tutti si muovono verso Portovenere dove l’acqua del mare è un po’ alta e bisogna stare attenti all’incolumità dei nostri amici ugandesi alcuni dei quali non sanno nuotare.

Durante il viaggio di ritorno in sede, John apprezza il panorama e commenta le bellezze artistiche e paesaggistiche italiane. Dice che questa esperienza resterà sempre nei cuori dei ragazzi ugandesi e Massimo, il Commissario di sezione spezzino, aggiunge che essa ha segnato anche la comunità locale che ha partecipato unita, col contributo anche dei genitori, al sogno del Jamboree in bicicletta.

Tutti sembrano essere informati dell’arrivo di questi ragazzi in città. Anche l’infermiera dell’ospedale dove è ricoverato Ishaq, le cui condizioni migliorano, si informa sul senso della spedizione, sull’incontro, la solidarietà e il rispetto della natura che costituiscono i tre temi centrali del Jamboree.

A sera faccio un briefing con Mathius e Abbey per illustrare i prossimi 400 km. Il coach mi confida che solo da un paio di giorni tutti i ragazzi hanno imparato a guardare la cartina. In Uganda non esistono le mappe. Le strade si sanno. O non si sanno.

Mancano ancora duemila chilometri a Rinkaby!

04 Luglio
Parma è una città antica ed elegante. La prima che i ragazzi hanno potuto visitare compiutamente, facendo il loro ingresso nella pianura padana e preparandosi così agli ultimi chilometri di viaggio.
Il tragitto verso l’antico ducato è stato coperto in treno fino a Fornovo. Lì il gruppo è sceso per procedere in bicicletta. Alla stazione è stato accolto dai rover della locale sezione del Cngei. Il tour è stato molto bello. Quanto visto è assai più affascinante di quanto ci si immagini dall’Uganda, confidano i nostri amici africani.A sera, quando hanno dovuto raggiungere la sede a Ravadese, mezz’ora di bici di distanza da Parma, lungi dall’essere stanchi, erano galvanizzati.

L’interazione coi rover è stata molto positiva e il tempo se n’è andato in canti e chiacchierate. I ragazzi hanno raccontanto la loro storia, il loro progetto, il perché di questo messaggio di pace.

E’ bello approfondire le storie personali di questi ragazzi, capire come il senso della vita sia per loro in parte assai diverso da quello che vi attribuiamo noi, entrare nella loro filosofia, nella loro concezione delle esperienze. Da chi ha perso i genitori quando aveva tre anni a chi spera di laurearsi ed avere un futuro migliore, da chi cerca lavoro a chi ha un master in regia teatrale, ciascuno di loro è portatore di un vissuto che sarebbe bello prima o poi raccontare anche su queste colonne.

Prima di salutarci, John mi ha dato dei cestini in foglie di banana. Mi ha chiesto di venederli per fare un po’ di soldi per la loro spedizione. Abbiamo giocato a indovinare cosa un ugandese e un italiano potrebbero fare con un oggetto del genere. Io ho pensato a un cesto per la frutta, uno svuotatasche, un ornamento per una tavernetta country. Lui a una zuppiera, una bacinella per i panni e un vaso portafori da sospendere all’ingresso delle case.

A Parma avevano organizzato per i ragazzi anche un bel fuoco, ma a furia di chiacchiere la notte ha fatto presto capolino e la strada verso Brescia è lunga. Sicché è giunto il momento dei saluti, in molti casi degli addii.

05 Luglio

E così i nostri amici sono giunti a Brescia. Ecco com’è andata nel racconto di Cristina, Capo del reparto Gemini Agesci Brescia 9.
Mathius e Ishaq sono arrivati la mattina, li ho recuperati in stazione e siamo andati con Carlo, l’altro capo reparto e il suo cane – che hanno riempito di coccole – a spasso per il centro storico di Brescia. Sono impazziti visitando il castello, le prigioni, i passaggi nella pietra, le cisterne e la locomotiva a vapore.
Dopo la passeggiata un bel pranzo a casa di Carlo con la sua famiglia e le prime chiacchiere sul resto del gruppo, quanti sono, cosa hanno fatto, cosa hanno visto.
Mi dicono che saranno a Brescia per le 18 e che i ragazzi sono abbastanza stanchi.

A metà pomeriggio andiamo in sede e li Mathius e Ishaq conoscono il nostro reparto e le loro famiglie. Montiamo insieme l’alzabandiera e prepariamo uno squisito buffet: anguria (non ti dico come l’hanno apprezzata) albicocche, pesche, pomodori e mozzarella, cioccolato, patatine e pane e nutella. Un’ottima merenda italiana.
Alle 17 ci chiama John dicendoci che il gruppo è arrivato in stazione. Vittoria, una scolta e Stefano un capo squadriglia prendono le loro bici e pedalano verso la stazione per raggiungere il gruppo.

Nel frattempo al reparto del Brescia 9 si è aggiungunto parte del gruppo: lupetti, rover e scolte, capi e tanti amici. Per quest’occasione abbiamo inviatato anche i gruppi nel bresciano che hanno ragazzi che poi andranno al Jamboree, come Filippo che ospiterà a casa sua Ishaq.

L’arrivo è davvero emozionante! siamo a semicerchio con l’alzabandiera alle spalle con palloncini e trombette!
La fila di bici entra piano in oratorio e scoppia l’applauso! I ragazzi scendono e ci salutano ad uno a uno, presentandosi e abbracciandoci, un ottimo e caloroso inizio.
Dopo un’alzabandiera ufficiale con bandiere italia alzata da Anna, la nostra ambasciatrice, Agesci alzata da Eelena, la nostra scolta al jam e Uganda, poche parole di benvenuto. la voglia di conoscersi e stare insieme è davvero troppa.
Assalto al buffet e immediata partita a calcio, tutti a piedi nudi sul prato, 30 persone divise in sole due squadre. Immagina le facce dei ragazzi!
Durante il buffet la pattuglia specializzazioni di Brescia del campo di ciclismo si offre per dare un’occhiata alle bici dei ragazzi…subito una lista di cose da recuperare al piu vicino negozio (tra cui 2 tutine da regalare ai ragazzi). la pattuglia lavora sodo e intensamente…hanno finito di vedere le ultime a bici a mezzanotte e recuperato 2 biciclette nuove per i ragazzi.

Dopo un paio d’ore viene proposto ai ragazzi di andare a dormire nelle case degli esploratori. senza nessun riguardo il gruppo si divide e si formano le prime nuove famiglie. foto di rito al completo e via per la propria nuova casa per una notte.
Lasciamo ai ragazzi anche delle magliette prodotte dal reparto di formazione Lombardia 2, la sigla simply scouting e Lombardia to jam è davvero il motto della nostra giornata insieme.

Le serate dei ragazzi trascorrono piacevoli e serene: ciò che per noi tante volte è la normalità per loro sembra un grande evento. Una casa calda e accogliente, una tavola allegra e vivace, due chiacchiere in giardino o con amici e parenti sulla loro vita e sulla loro storia.

La stanchezza si fa sentire e anche io, Carlo, Mathius e John a mezzanotte lasciamo i tecnici intenti a sistemare le bici per una doccia fresca e un meritato riposo. La sveglia suona prestissimo…alle 6 è fissato il ritrovo per la partenza.

Le facce assonnate dei ragazzi non tolgono l’entusiasmo e la carica per questa grande impresa.
Foto di gruppo e la promessa di tenersi in contatto. I ragazzi ci ringraziano per il modo dolce e caldo con cui li abbiamo accolti e noi ringraziamo loro per aver reso partecipe il nostro gruppo di questa fantastica avventura.
Anche se qualcuno non vuole più partire e si è affezionato alla sua nuova mamma o papà o fratellino e sorellina la strada chiama…e via verso Rovereto.

Restano le emozioni di queste due giornate insieme: l’attesa di qualcuno a cui vuoi donare il meglio di te stesso, il lavoro d una comunità, casa, famiglia, gruppo scout. La gioia di condividere con amici e altre realtà un dono cosi grande che non si può tenere solo per se stessi. Lo scambio di battute, parole, gadget, gesti con persone che guardano al Jam con l’entusiasmo di una grande occasione per loro e per le persone a cui loro vogliono bene.

Speriamo di aver lasciato qualcosa a questi ragazzi, non semplice materiale, ma un entusiasmo e una voglia di sporcarci le mani che loro per primi ci stanno insegnando.

E grazie a voi per tutto questo splendido progetto!

06 Luglio
Il gruppo di temerari ciclisti è giusto a Roverto il 6 agosto dopo un’avvincente tour intorno al Lago di Garda. Beh, l’arrivo è stato un po’ tutmultuoso, come sempre. Ancora una volta c’è qualcuno che ha sbagliato strada. Ma ci piace riportare qui quanto scritto da Luisella, commissario della sezione Cngei di Rivereto che ha accolto i ragazzi.

GRAZIE,
un grazie da me ma anche da tutta la Sezione per averci dato la possibilita’ di questa bella e forte esperienza.
Sono ragazzi splendidi, solari , semplici e che apprezzanno enormemente ogni piccolo gesto con un espressione di felicita’ …che ci ha toccato molto.
Siamo molto felici di averli conosciuti , di aver permesso loro di riposarsi , di aver condiviso con loro un pezzetto della nostra vita.
spiegandogli che siamo preoccupati per il freddo che troveranno in svezia ….prima hanno fatto una grande risata poi hanno accettato i saccoapelo…….ci sembrava ne mancassero quattro speriamo ora li abbiano tutti……ci hanno guardate noi senior e ci hanno detto che siamo delle mamy come le loro …….che nodo in gola
Con un po’ di tristezza li abbiamo accompagnati al treno e poi abbiamo accompagnato John e Salomon a Bolzano in macchina .
Alcuni dei nostri Senior si sono dati appuntamento con loro al Jam il primo agosto,
IN fondo , Forse, John ha ragione noi ci preoccupiamo troppo per tutto…………..ma ,,,in questi due giorni loro …erano “i nostri ragazzi”

8 luglio
E così alle 5.30 il bus per Monaco è partito e gli ugandesi hanno salutato il nostro Paese.
L’opzione di raggiungere la Germania con mezzi pubblici, evitando le Alpi, era già stata discussa con Mathius, l’amministratore della spedzione, da tempo. Essa è diventata realtà non appena ci siamo resi conto della condizione fisica dei ragazzi e dello stato delle loro biciclette.

I ragazzi di Bolzano sono stati molto cari e si sono assicurati che il gruppo si alzasse in tempo per non perdere la coincidenza.
L’arrivo in Germania è stato scandito da una certa sensazione di spaesamento. Gli ugandesi devono ora abituarsi ad un nuovo Paese, familiarizzare con le sue strade, capire come fnziona la toponomastica. Mathius mi ha subito detto che le strade sono estremamente difficili. Ma con ogni probabilità ciò dipende dal fatto che, appreso finalmente il sistema italiano, il gruppo deve ora memorizzare e capire le sigle tedesche. Tutto sarebbe stato più facile se avessero potuto seguire un’autostrada europea, ma le bici ovviamente non lo consentono.

Di positivo c’è però che molte persone a Monaco parlano inglese e questo rende estremamente più agevole la vita ai ragazzi. Mathius era preoccupato per la connessione internet ma ha subito scoperto che gli internet café in terra teutonica sono molto diffusi e siamo riusciti a mantenere il contatto senza troppi problemi.

I ragazzi hanno voglia di ripartire perché ormai si sono ripostai abbastanza, ma la prima notte la trascorreranno comunque in un campeggio della zona. Abbiamo trovato una soluzione economica, a soli 5 euro a persona. Mathius mi ha scritto per dirmi che tutto era “tremendamente costoso” ma ho dovuto spiegargli che in termini europei quella cifra è davvero risibile.

Nel frattempo, ci stiamo già preoccupando di organizzare l’accoglienza in Danimarca dove l’impresa ugandese sta creando molte aspettative.

Domani si partirà per il primo tratto di strada in Germania. Il gruppo punta ad arrivare a Berlino in 5/6 giorni. In bocca al lupo, dunque, e tanti saluti da tutti i vostri amici italiani, ragazzi!

Germania, primo aggiornamento
E così il viaggio sta continuando.

Il gruppo di indomiti ciclisti, dopo essere giunto a Monaco e aver cercato di familiarizzare con le strade e la cultura locali, è partito il 9 luglio alla volta di Siegenburg. Il viaggio non è stato semplice e John e Mathius hanno ad un certo punto temuto che il gruppo si fosse perso, in quanto tardava ad arrivare. Ma l’esperienza maturata durante il grio d’Italia è servita. Anzitutto, il gruppo non si è diviso e, soprattutto, è giunto a destinazione senza particolari difficoltà. Con gli ovvi ritardi sulla tabella di marcia, ma sostanzialmente in linea con le realistiche aspettative.

Quando i ragazzi sono giunti, John e Mathius erano già riusciti a trovare ospitalità presso la chiesa di Saint Nicholas, dove padre Martin li ha accolti con molta generosità e li ha soprattutto aiutati a disegnare nuovamente il percorso lungo la Germania, accorciando alcuni tratti rispetto al programma iniziale. Così, il 10 luglio, gli ugandesi hanno fatto tappa a Regensburg, pedalando per circa 40 km, molto al di sotto delle loro effettiva potenzialità.

L’11 luglio però le dureruote hanno percorso la loro solita media, arrestandosi 83 km più nord, a Weiden. Anche qui i ragazzi hanno trovato accoglienza presso una chiesa ed hanno anche partecipato ad una celebrazione. Con un gesto di solidarietà autentico, la comunità di Weiden ha pagato pure il biglietto del treno verso Hof dove il gruppo è arrivato il 12 luglio, risparmiando 94 km di strade tra le colline.

Intanto, i contatti con gli scout tedeschi si sono rafforzati e, nonostante ci siano le vacanze in terra teutonica, la VCP, una delle associazioni locali, ha preso a cuore la missione dei nostri amici ugandesi e sta supportando la loro trasferta. Dirk, il nostro cotnatto locale, ha dotato il gruppo di una scheda telfonica tedesca e li ha accolti con molto entusiasmo.

Ci siamo molto divertiti, nell’intento di far localizzare il punto esatto in cui si trovavano i ciclisti. Quando ho spiegato alla segreteria della VCP che il gruppo era a Weiden, forse per un difetto di pronuncia del tedesco, essi hanno capito che i ragazzi erano a Wieden, in Austria e cioè a 780 km da Berlino. Poi hanno rettificato e detto che anche in Germania c’è una città che si chiama Wieden ma è a ovest. Solo dopo infinite catene telefoniche, quando già i ciclisti stavano iniziando ad andare nel panico, l’arcano si è risolto e i nostri amici d’Oltralpe hanno capito l’esatta collocazione. E noi abbiamo imparato a pronunciare correttamente in tedesco il nome della città di Weiden.

Se le cose continuano così, gli ugandesi saranno a Berlino il 16 luglio, addirittura un po’ in anticipo rispetto alla tabella di marcia.
Mentre mancano ormai solo 15 giorni al Jamboree.

Mariano

July 11th, Regensburg Weiden 84km
July 12th, Weiden Hof 84km
July 13th, Hof Alternburg 83km
July 14th, Alternburg Torgau 83
July 15th, Torgau Zossen 94 km
July 16th Zossen Berlin 38 km

Germania secondo aggiornamento
La notte del 12 luglio è trascorsa ad Hof sena particolari pensieri. Gli scout tedeschi hanno messo a disposizione del gruppo ugandese altre due sim card e hanno donato loro dei soldi raccolti per il progetto in modo da aiutarli nell’impresa. Il coordinamento della spedizione in Germania è riuscito anche a trovare il modo di acquistare i biglietti per il traghetto da Rostock alla Danimarca.

Anche la pedalata ad Altenburg, il 13 luglio, non ha presentato grosse difficoltà. I ragazzi sono riusciti a coprire gli 83 km previsti con buona lena. Certo, la possibilità di utilizzare delle schede telefoniche locali li ha aiutati a non perdersi come ogni tanto avviene. Le notizie della spedizione si stanno espandendo in tutta Europa. Ne hanno scritto giornali in Austria, Danimarca e Svezia (oltre che in Italia, naturalmente) e persino due ragazzi australiani che stanno andando al jamboree anch’essi in bicicletta, hanno preso contantti con gli ugandesi per percorrere insieme almeno il tratto finale. Hanno anche lanciato un paio di idee simpatiche per tirare su un po’ di soldi per la spedizione.

Stamattina, 14 luglio, alle 5.50, Mathius mi ha comunicato che il gruppo era in partenza per Toragu, altri 83 km a nord. Con un po’ di fortuna, i ciclisti vorrebbero tentare l’impresa di giungere a Berlino già il 15 luglio, con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia. Ma la capitale tedesca dista 140km dalla loro destinazione odierna e il coach, Abbey, non sa davvero se i ragazzi riusciranno a coprire la distanza, anche se la sfida è ritenuta da tutti avvincente.

I ragazzi hanno scritto alcune righe di saluto agli scout italiani, che ricordano con affetto anche durante i giorni tedeschi.

Le emozioni non stanno mancando neanche in Germania e anche lì il divertimento, mi scrive John, è assicurato.

Intanto fervono i preparativi per l’accoglienza del gruppo in Danimarca e Svezia. Sebbene Rinkaby disti ancora 750 chilometri!

Ugandesi in Germania, terzo aggiornamento
Con un’accelerazione improvvisa, i ciclisti sono giunti a Berlino già venerdì 15 Luglio. La voglia di visitare la prima capitale europea del loro percorso in bicicletta era molta e così poure le cose da definire prima delle prossime tappe. Il gruppo è stato sistemato in un centro scout nel cuore delle città, accolto da tre soci della VCP, una delle associazioni tedesche, ed ha potuto fare una revisione generale delle biciclette.

Sabato 16 luglio, i ragazzi hanno visitato la città ed incontrato Katharine, una delle ragazze che ha offerto il maggior sostegno alla spedizione in terra teutonica. Katharine è rientrata anzitempo dalle vacanze per poter accogliere il gruppo e benché sia solo una studentessa ha dato loro tutto il supporto di cui avevano bisogno per programmare i giorni successivi.

Anche domenica 17 luglio, il gruppo ha proseguito la sua esperienza di condivsione culturale con l’affascinante capitale tedesca, con il cuore già proiettato al viaggio che dovrà intreprendere domani, 18 luglio: 100 km di pedalata verso un centro scout a nord di Berlino.

Secondo il programma, il gruppo dovrebbe essere a Rostock martedì 19 e prendere da lì il traghetto verso Gedser mercoledì 19. Il Capo scout danese, Morten, ha già preparato l’accoglienza del gruppo: prima notte a 25 km dal confine, secondo giorno in marcia per 90 km e terzo giorno approdo a Copenaghen.

I ragazzi hanno ormai familiarizzato molto coi costumi e con lo stile di vita europeo, ma non cessano di stupirsi delle cose che vedono e delle macchine che imparano a conoscere. In qualcuno si rafforza la convinzione bonaria che gli europei siano un po’ pigri, perché ricorrono troppo spesso all’automazione! Chissà cosa penseranno quando scopriranno che al Jamboree è in funzione il servizio lavanderia!

Intanto i giornali svedesi continuano a seguire la spedizione e chiedono continui aggiornamenti. Tra qualche giorno potranno intervistare i diretti intervistati e c’è qualcuno che ha già chiesto l’esclusiva…

Ugandesi in Danimarca!
L’approdo a Gedser, territorio danese, è stato spettacolare. Ad attendere il gruppo di ugandesi, questo mercoledì 20 luglio, c’erano non solo gli scout locali, ma i giornalisti ed una TV. Jonathan, il nostro contatto in Danimarca, non mi ha nascosto la sua emozione e ha voluto descrivere in dettaglio, a beneficio dei giornali locali, il percorso fatto dagli ugandesi sin dalla loro partenza a Kempala. Le città visitate erano molte e così Mathius non le ricordava tutte ed io ho fornito un qualche soccorso telefonico nel ricstruire la strada in Italia e in Germania.

Dopo aver lasciato Berlino lunedì 18, il gruppo ha trascorso gli ultimi due giorni in Germania per ritrovarsi a Rostock martedì 19 e salutare così gli scout conosciuti nella zona, prodighi di doni, sorrisi e abbracci. Il loro programma è ora di trascorrere tre giorni in Danimarca. Oggi pedaleranno solo per 25 km e trascorreranno la notte in un centro scout. Domani toccherà loro invece un percorso di 90 km verso nord e se tutto va bene venerdì 22 il gruppo sarà a Copenaghen.

I ragazzi sono entusiasti di poter visitare il loro terzo Paese europeo. Qualcuno, mettendo in mezzo anche l’Austria, dice che ha visto 4 Stati diversi. Ma in effetti sul territorio austriaco il gruppo è passato in bus e non si può dire che lo abbia conosciuto dettagliatamente. Il morale è molto alto, anche perché è ormai chiaro che la meta è vicina, meno di 400 km in totale. E, soprattutto, nessuno ha potuto nascondere ai ciclisti che la Danimarca è un Paese alquanto pianeggiante, lontano dalle alture appenniniche ed anche da quelle teutoniche.

Frattanto fervono i preparativi in Svezia, dove i ragazzi di Trelleborg, sulla costa meridionale, pare abbiano organizzato un grande party per i loro amici ugandesi.

Speriamo nei prossimi giorni di poter raccontare la storia compiutamente, anche se sarà difficile, perché il jamboree comincia anche per il contingente italiano. I primi nostri connazionali partiranno sabato 23. Ed io sarò con loro.


Agesci

Leggi il Messaggio inviato ai partecipanti al Jamboree da Capo Guida e Capo Scout e Capi contingente AGESCI
L’Agesci costituisce una parte del Contingente FIS con circa 1300 partecipanti, di cui quasi 1200 Esploratori e Guide. Questi ultimi parteciperanno suddivisi in 29 Reparti di 4 Squadriglie, ciascuna di 9 elementi. Ciascun Reparto ha 3 Capi e un Assistente Ecclesiastico. 6 Clan di formazione formati da 16 Rover/Scolte più 4 Capi parteciperanno con il ruolo di Servizio Internazionale (IST) svolgendo tutti i servizi necessari allo svolgimento del Campo. Partecipare a un Jamboree non è solo andare a un grandissimo campo Scout con gente che parla lingue e veste Uniformi differenti dalle nostre. Gli Scout e le Guide, i Rover e le Scolte, i Capi che parteciperanno avranno soprattutto un’occasione per raccontare a migliaia di Scout di tantissimi paesi del mondo cos’è lo Scautismo in Italia. E naturalmente, in Svezia, scopriranno altrettanti modi diversi di declinare l’unica Legge e l’unica Promessa, che ci rendono tutti fratelli nello Scautismo. Il Contingente partirà con il compito preciso di racco

Saluti prima di partire
Carissimi esploratori, guide e Capi reparto,
mancano davvero pochissimi giorni alla partenza per il 22° Jamboree mondiale in Svezia!!!
Sarete certamente elettrizzati al pensiero di poter incontrare un mondo tutto COLORATO, migliaia di Scout provenienti da tutto il mondo e di vivere una splendida Avventura internazionale fatta di conoscenza, incontro, scambio, amicizia, a stretto contatto con la natura. La cosa più bella e di soddisfazione è quella che ciascuna e ciascuno di voi avrà un mandato speciale, quello di essere ambasciatori e testimoni dello scouting italiano.
Avrete il compito straordinario di portare in Svezia le vostre competenze e tutto ciò che contraddistingue la vostra Squadriglia e il vostro Reparto e poi riportare a casa tutto quello che avete concretamente vissuto e tantissime nuove idee per le vostre future imprese.
Tantissime saranno le occasioni concrete per lasciare un bel segno e tanti saranno gli incontri e le esperienze che vi cambieranno. Al vostro ritorno saremo certamente orgogliosi di poter essere noi i testimoni dei vostri racconti e delle vostre avventure!
Non ci resta che dirvi un fortissimo… “Simply, Buona caccia!”

Nicola, Ilaria e don Luca
Incaricati e Assistente nazionali branca E/G


Cngei

Come già avvenuto in Inghilterra nel 2007, il CNGEI partecipa al contingente FIS con più di 300 persone, tra ragazzi e ragazze, capi e adulti in servizio. Il contingente CNGEI sarà composto da 6 Reparti di 36 esploratori ed esploratrici e da 4 Compagnie con 9 Rover, per un totale di 252 giovani. Ad essi saranno affiancati 40 capi educatori e 40 persone che svolgeranno Servizio Internazionale (IST). Partecipare a un Jamboree non è solo andare a un grandissimo campo Scout con gente che parla lingue e veste Uniformi differenti dalle nostre. Gli Scout e le Guide, i Rover e le Scolte, i Capi che parteciperanno avranno soprattutto un’occasione per raccontare a migliaia di Scout di tantissimi paesi del mondo cos’è lo Scautismo in Italia. E naturalmente, in Svezia, scopriranno altrettanti modi diversi di declinare l’unica Legge e l’unica Promessa, che ci rendono tutti fratelli nello Scautismo. Il Contingente partirà con il compito preciso di raccontare l’Italia, e poi tornare a casa a raccontare a noi quello che avranno scoperto sugli Scout di tutto il mondo.


Newsletter

Simply Jamboree è il nome della Newsletter del Contingente Italiano al Jamboree 2011 in Svezia. Sarà uno strumento di informazione agile ma ricco di notizie per tenersi aggiornati sul cammino che sta portando qualche migliaio di ragazzi ed educatori italiano al grande evento. Buona lettura… Semplicemente Jamboree!
Archivio newsletter: Simply Jamboree, l’avventura italiana al Jamboree 2011 in Svezia

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Fumetto

La storia di Paolo ed Ingrid, due giovani ragazzi sulle tracce di uno strano mistero. L’avventura che ci accompagna verso il 22° Jamboree Mondiale in Svezia.
Per la realizzazione del fumetto ringraziamo in modo particolare Roberto Parenti, il disegnatore del fumetto.

Archivio del fumetto:

Il segreto della lettera – part_1

Paolo e Ingrid – numero 2

PaoloIngrid_numero3

Paolo e Ingrid – capitolo 4

Paolo e Ingrid – capitolo 5


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