Nota sull’accoglienza nel nostro Paese

Roma, 10 gennaio 2019

“…il principio fondamentale della Legge Scout esclude risolutamente l’egoismo e spalanca la porta alla buona volontà ed al servizio verso il prossimo” (Baden-Powell, da “La strada verso il successo”)

Come Federazione Italiana dello Scautismo siamo colpiti da quanto accaduto in queste ore – e, più in generale, in questa epoca – nei nostri mari e di fronte alle nostre coste.

Il servizio educativo rappresenta per noi da sempre una grande e bellissima sfida: amare i giovani, accompagnandoli nel loro percorso di crescita ad essere persone libere e felici. È una missione che viviamo accanto a ragazzi di ogni estrazione sociale, di ogni religione, di ogni provenienza geografica. È un servizio a cui rimaniamo fedeli e che gratuitamente continuiamo a portare avanti con il sorriso, perché “l’egoismo è la radice della tristezza”, scriveva il fondatore dello scoutismo Baden-Powell.

Le storie di disperazione che ci raggiungono attraverso i media, e ancora prima nella testimonianza dei tanti gruppi scout che vivono nei territori maggiormente coinvolti dai fenomeni migratori, ci sconvolgono per la loro drammaticità.

Di fronte a tutto questo ci sentiamo chiamati a ribadire la fedeltà alla nostra promessa scout, rinnovando l’impegno che da sempre cerchiamo di portare avanti come cittadini: aiutare in ogni modo possibile coloro che si trovano in uno stato di bisogno o in difficoltà. Senza nessuna volontà di appiattimento culturale, e senza temere le diversità.

Questo approccio non è né ideale né tantomeno ideologico, ma nasce dalla nostra concreta esperienza educativa e dall’adesione ad una vera fratellanza internazionale.

Ci siamo riconosciuti nell’invito rivolto alla nazione dal Presidente della Repubblica, di costruire “comunità di vita”: sono comunità di vita reale e fraterna quelle che sanno generare sogni nei bambini e nei ragazzi con cui quotidianamente ci confrontiamo.

Siamo adulti testimoni di come i giovani sappiano vivere con sincerità l’amicizia e la fratellanza internazionale: lo abbiamo potuto riconoscere ad esempio durante i “Jamboree”, incontri tra giovani scout provenienti da tutte le parti del mondo.

Crediamo che da paese a paese possa cambiare il colore della pelle, dei fazzolettoni che portiamo al collo, del credo religioso: a non cambiare è la convinzione che ad una vera e leale fratellanza non esista, per la nostra umanità, un’alternativa.

Per tutto questo, come Scout e cittadini, continueremo ad impegnarci per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Vogliamo contribuire con il nostro servizio educativo ad essere sentinelle di speranza, affinché il nostro Paese senta propria la sfida di avere uno sguardo coraggioso per trasformare in opportunità di rinnovata umanità ciò che oggi la paura fa apparire come un problema.

Federazione Italiana dello Scautismo 

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