Il concept dell’Eurojam è “Be the Spark”, ed è il messaggio che guida la preparazione dell’Eurojam per costruire insieme questa nuova avventura europea.
Gli obiettivi: incoraggiare gli esploratori e le guide a scoprire il loro potenziale quali “changemaker”, veri e propri fattori di cambiamento; aumentare la consapevolezza degli esploratori e delle guide alle sfide per l’Europa e per il mondo, nonché della loro responsabilità per le loro comunità locali; sviluppare l’accoglienza degli altri per vivere in pace; imparare ad abbracciare le sfide, sviluppare l’autosufficienza e la fiducia in sé stessi; sviluppare competenze.
Date: inizio con la cerimonia di apertura del 27 luglio 2020 fino alla cerimonia di chiusura del 6 agosto
Dove: Isola di Sobieszewo a Danzica sulla costa del Mar Baltico nel nord della Polonia
Partecipanti:
E/G di età compresa tra i 14 e i 15 anni (nati tra il 1 gennaio 2004 e il 26 luglio 2006; che nel 2019/2020 saranno al penultimo o ultimo anno di reparto, con preferenza ai primi).
R/S maggiorenni, raggruppati in 1 clan di formazione, nel ruolo di International Service Team (IST).
Capi reparto e Staff di Contingente (CMT)
Modalità di iscrizione: tramite il portale di Buona Caccia o strumenti similari (vedi sito www.eurojam.it).
Quota: a carico del partecipante
Calendario prossimo:
Ottobre/dicembre 2018: Lancio dell’evento in Associazione
Dicembre 2018: Apertura presentazione candidature tramite il portale di Buona Caccia o strumenti similari
Marzo 2019: Chiusura presentazione candidature e passaggio schede in Zona e Regione
Ma che cos’è? Al centro dello stanzone in cui i ragazzi vengono fatti entrare, è situato il logo del contingente italiano del Jamboree, un ponte per l’appunto, interamente realizzato con i fazzolettoni che gli ambasciatori hanno fatto firmare ai membri del proprio reparto: un ponte che significa unione, adesso, di tutti i nostri reparti, ma al Jamboree sarà l’unione delle diverse culture e tradizioni di contingente in contingente.
L’evento si è svolto a Taranto, dal 7 al 9 dicembre 2018, presso il seminario “Poggio Galeso”
È il 7 dicembre 2018, sono le 16:30, e trentasei ragazzi provenienti da tutta la regione Puglia si incontrano per la prima volta davanti al seminario minore di Taranto, “Poggio Galeso”.
Tutti loro indossano fazzolettoni di colori diversi, accompagnati dai loro capi reparto, che tra un po’ li lasceranno, per far si che vivano a pieno questa meravigliosa avventura, la prima tappa verso il World Scout Jamboree 2019.
Sono arrivati tutti, e finalmente si può cominciare! I ragazzi vengono fatti avvicinare ad un punto check-in ricreato dai capi del nuovo reparto “Ponte delle stelle”. Qui vengono consegnate le chiavette USB che ognuno degli ambasciatori ha portato, contenenti due video che hanno realizzato con i propri reparti e squadriglie, e che successivamente guarderanno tutti insieme, allo scopo di conoscersi meglio. E cosa c’è di meglio di un bel ban per rompere il ghiaccio? A poco a poco e con un po’ di timidezza, ognuno degli ambasciatori propone una danza proveniente dal proprio reparto, e subito il clima diventa più piacevole.
È il momento di depositare i propri zaini e, quindi, di aprire le porta del seminario…ora i ragazzi, nell’attesa che i capi diano il via al campo, hanno del tempo per parlarsi e confrontarsi e, chissà, formare già delle nuove amicizie! Ma adesso, il primo campetto di preparazione al Jamboree comincia! Durante il lancio organizzato dai capi reparto, l’assistente ecclesiastico don Andrea parla al reparto dicendo che non siamo stati scelti per quest’avventura perché abbiamo qualcosa in più rispetto agli altri, ma perché forse ciò che andremo a vivere riuscirà a cambiare la nostra vita e farà in modo che ne parliamo con tutti coloro che conosciamo, non solo nei nostri reparti di provenienza, portando anche loro con noi in West Virginia.
Arriva ora la parte in cui si scopre la storia di ognuno, guardando i brevi video realizzati con tutti i reparti, in cui si parla della bellezza che ogni ambasciatore porterà con sé al Jamboree…con una sua breve presentazione agli altri al termine della visione.
Quante passioni e quante emozioni condividiamo!
È il momento di cenare, ma tutti in maschera! E così, guardandosi intorno, ci si ritrovava in mezzo a messicani, canadesi e statunitensi, che in seguito avrebbero fatto visita ai propri Paesi, con tre brevi attività…e adesso a nanna, in attesa che un nuovo giorno abbia inizio!
“Al chiaror del mattin, al chiaror del mattin, ci sveglia una canzon!”: è così che ci si risveglia, tutti ancora assonnati, nei propri sacchi a pelo. Dopo una bella rinfrescata e una buona colazione di dolci e biscotti preparati appositamente dalle squadriglie di provenienza di alcuni di noi, zaino in spalla e si parte per il centro di Taranto!Appena arrivati, vengono formate cinque piccole pattuglie, ognuna guidata da un ambasciatore residente in questa città, che, fornite di un taccuino sul da farsi, cominciano ad addentrarsi nel cuore di Taranto. Gli ambasciatori, infatti, dovranno compiere delle semplici missioni, come disegnare il percorso intrapreso, alla scoperta dei ponti e del loro significato, ma la parte fondamentale del viaggio sarà intervistare i passanti su costumi, abitudini e tradizioni tarantine, sul significato che loro danno al simbolo del “PONTE” e soprattutto scoprire se sanno qualcosa del Jamboree…
Il centro della città era tutto addobbato con splendenti lucine e decorazioni a tema natalizio, e per chi non l’aveva mai visto è stata una scoperta. Al termine del tempo stabilito dai capi reparto, i ragazzi si sono ritrovati nel parco principale, dove hanno realizzato in gruppo dei ponti umani…e non potevano mancare innumerevoli risate!
Successivamente il reparto si è diretto verso il Castello Aragonese dove abbiamo incontrato dei marinai che ci hanno raccontato la storia della bellissima città.
La fortezza era stata costruita con una sporgenza verso il mare, in modo da poter controllare se eventuali nemici volessero attaccare l’antica Taranto tramite delle imbarcazioni. Dopodichè, i giovani esploratori e le giovani guide si sono diretti in una chiesetta che faceva parte del castello e hanno celebrato la messa per il giorno della Madonna Immacolata in allegria.
Finita la gitarella è il momento di dirigersi di nuovo alla fermata per prendere l’autobus e tornare al seminario. Lungo il tragitto, i ragazzi cantano e si divertono, con vero spirito scout. Tornati, hanno potuto godersi un ottimo pranzo preparato da “la zia’’, una simpatica e dolce sorella scout che faceva parte dello staff logistico del campetto.
Dopo un breve momento di siesta, i ragazzi si sono divisi in due gruppi misti che dovevano fare due lavori diversi.
Un gruppo aveva il compito di trasformare secondo la propria creatività e stile un semplice omino di legno, per poi attaccare sulla sua testa la propria fototessera: e la fantasia non è mancata!
Il secondo gruppo, invece, ha cominciato a realizzare su un grande lenzuolo bianco il logo del grande gioco delle sfide che stiamo vivendo in preparazione al Jamboree per… UNLOCK A NEW WORLD, abbiamo disegnato e dipinto tre mondi, collegati fra loro da alcuni ponti…e, l’opera completata, verrà esposta a tutte le nazioni! Col passare delle ore, i due gruppi si sono scambiati di ruolo, così che tutti potessero svolgere entrambe le attività.
Dopo questo lungo momento creativo, i capi hanno chiamato il quadrato per formare tre pattuglie, in base al sentiero di ogni ambasciatore, che avrebbero organizzato la grande Fiesta dell’ultima serata. Un gruppo, infatti, si è occupato dell’animazione, un altro ha preparato la cena e un altro ancora ha allestito la sala. Il tema del sontuoso party era proprio l’America. La cucina è stata deliziosa: i cuochi hanno preparato hamburger, patatine fritte e pancakes alla nutella. Alla fine della frenetica serata, si va a dormire: è stata una giornata lunga, ma bellissima, e domani ce ne aspetta una nuova.
Sono le sette del mattino e un forte canto apre gli occhietti assonnati degli ambasciatori. Durante la mattinata, dopo aver fatto colazione e dopo essersi lavati, si dirigono all’esterno della struttura, in un piccolo, magnifico giardino, per celebrar la messa della Santa Domenica, accompagnata dai suoni e dagli odori della natura, e poi di nuovo dentro per la visione di un video molto profondo ed intenso, la cui morale spiega come la diversità tra noi esseri umani sia così naturale quanto meravigliosa, e non importa se la nostra vita è stata travagliata e piena di sofferenze, perché ciò che ognuno deve ricordare sempre è di non mollare mai.
Dopo la catechesi e la pausa pranzo, è il momento di chiamare all’esterno l’ultimo quadrato del campetto, per uno speciale rito, il primo passo per la concretizzazione del nuovo reparto: la famelica formazione delle squadriglie.
I ragazzi sono così entusiasti e muoiono dalla voglia di sapere con chi sarebbero capitati.
E…ta-da! Ecco a voi quattro bellissime squadriglie, i guidoni nuovi di zecca e una bandiera ancora da realizzare; ma nessun esito a scegliere gli animali rappresentanti e a idealizzare un grido!
Finalmente siamo pronti, il viaggio può cominciare, ma, aspettate, bisogna prepararsi al meglio e soprattutto avere pazienza…
Prima di lasciarsi e di tornare nei propri reparti di appartenenza, i nostri ambasciatori hanno ricevuto un timbro, sulla propria carta dell’ambasciatore, che ufficializza il completamento delle prime tre sfide di bellezza, accoglienza e ambiente, e anche un braccialetto: “sbloccare per svelare Jamboree 2019” c’è scritto…un ricordo, per riuscire a tenere a mente che quella che stiamo per vivere non è solo una semplice avventura!
“Ciao a tutti, ci rivediamo a San Giorgio”: è il momento di andare…
Il 22 febbraio nacquero i fondatori dello Scautismo e del Guidismo/Scautismo femminile, Sir Robert Baden-Powell nel 1857 e Lady Olave Baden-Powell nel 1889. Questa data rappresenta per noi Guide e Scout di tutto il mondo l’occasione di riflettere sul nostro Movimento di fratellanza internazionale ed agire per rafforzarlo e sostenerlo. Durante la Giornata del Pensiero, infatti, noi tutti ci impegniamo a raccogliere fondi a sostegno di programmi e progetti che interessano 10 milioni di ragazze e giovani donne in tutto il mondo. Durante lo scorso triennio, WAGGGS ha proposto pacchetti di attività per la Giornata del Pensiero dedicati ai temi della connessione, della crescita e dell’impatto del nostro Movimento. Quest’anno WAGGGS ha deciso di dedicare le attività per la Giornata del Pensiero alla leadership, intesa come “viaggio condiviso che ci consente di lavorare insieme e apportare un cambiamento positivo nelle nostre vite, nelle vite degli altri e nella società”.
Abbiamo iniziato
il nostro viaggio dalla stazione di Verona, precisamente al binario 11, dove ci
aspettavano Baden Powell (Don Valentino) ed Erica . Abbiamo rotto il ghiaccio
con il gioco delle 3 caratteristiche: ognuno di noi ha detto ai capi tre
caratteristiche buffe di sé e attraverso delle carte dovevamo trovare l’identità
nascosta. È stato molto divertente e questo giochino ci ha permesso di metterci
in relazione gli uni con gli altri fin da subito e ha posto le basi per una
fantastica amicizia che continuerà nel tempo.
Per
raggiungere la base Scout Airone abbiamo camminato nel buio e nella nebbia che
avvolgeva Isola della Scala. Una volta arrivati abbiamo scoperto le identità e
la provenienza anche dei nostri capi, Irene, Erica, Luca, Don Valentino.
Ci siamo
seduti ad una bella tavolata e ci siamo accolti con i cibi caratteristici dei
posti di provenienza. Per concludere in bellezza la giornata abbiamo visto i
video che raccontano la bellezza di essere Scout.
Il giorno
seguente siamo andati a Verona per vedere il Ponte Pietra, ponte da cui prende nome
il nostro reparto e ci siamo scattati una foto ricordo. Con le squadriglie
appena formate (Fenici, Bombi, Pinguini e Albatros) abbiamo visitato Verona attraverso
una caccia fotografica: i capi ci mandavano sul telefono una serie di missioni da
fare per andare alla scoperta delle bellezze della città. Alcune erano dei luoghi
da raggiungere e da fotografare per avere l’indizio successivo, altre erano da
fare lungo gi spostamenti ed erano più buffe..come farsi una foto con una donna
incinta o con un manichino esposto in vetrina che indossava il fazzolettone
scout. Abbiamo concluso il gioco all’Arena e lì vicino abbiamo partecipato ad
una messa celebrata da Don Valentino. Qui ci è stato dato il braccialetto che rappresenta
la nostra prima tappa verso il Jamboree.
Durante il
cerchio serale abbiamo fatto vari giochi e, accompagnati dalla chitarra e dall’armonica,
abbiamo cantato tante canzoni tra cui Country Road. Questa l’abbiamo cantata
talmente tante volte che ormai la sappiamo a memoria!
La mattina seguente abbiamo pulito la casa per
accogliere i nostri capi reparto di provenienza e i familiari. A loro abbiamo
raccontato cosa abbiamo fatto al campetto e cosa andremo a fare da qui al
Jamboree. Abbiamo proseguito la giornata con un super pranzo a buffet e con una
Messa celebrata all’aperto.
Per concludere:
dopo tutto questo divertimento il nostro entusiasmo ora è proprio alle stelle! I
capi hanno organizzato il campetto superando pienamente le nostre aspettative, perché
in pochi giorni abbiamo creato un clima molto bello e non vediamo l’ora di
rivederci tutti quanti!
“…il principio fondamentale della Legge Scout esclude risolutamente l’egoismo e spalanca la porta alla buona volontà ed al servizio verso il prossimo” (Baden-Powell, da “La strada verso il successo”)
Come Federazione Italiana dello
Scautismo siamo colpiti da quanto accaduto in queste ore – e, più in generale,
in questa epoca – nei nostri mari e di fronte alle nostre coste.
Il servizio educativo
rappresenta per noi da sempre una grande e bellissima sfida: amare i giovani,
accompagnandoli nel loro percorso di crescita ad essere persone libere e
felici. È una missione che viviamo accanto a ragazzi di ogni estrazione
sociale, di ogni religione, di ogni provenienza geografica. È un servizio a cui
rimaniamo fedeli e che gratuitamente continuiamo a portare avanti con il
sorriso, perché “l’egoismo è la radice della tristezza”, scriveva il fondatore
dello scoutismo Baden-Powell.
Le storie di disperazione che
ci raggiungono attraverso i media, e ancora prima nella testimonianza dei tanti
gruppi scout che vivono nei territori maggiormente coinvolti dai fenomeni
migratori, ci sconvolgono per la loro drammaticità.
Di fronte a tutto questo ci
sentiamo chiamati a ribadire la fedeltà alla nostra promessa scout, rinnovando
l’impegno che da sempre cerchiamo di portare avanti come cittadini: aiutare in
ogni modo possibile coloro che si trovano in uno stato di bisogno o in
difficoltà. Senza nessuna volontà di appiattimento culturale, e senza temere le
diversità.
Questo approccio non è né
ideale né tantomeno ideologico, ma nasce dalla nostra concreta esperienza educativa
e dall’adesione ad una vera fratellanza internazionale.
Ci siamo riconosciuti
nell’invito rivolto alla nazione dal Presidente della Repubblica, di costruire
“comunità di vita”: sono comunità di vita reale e fraterna quelle che sanno
generare sogni nei bambini e nei ragazzi con cui quotidianamente ci
confrontiamo.
Siamo adulti testimoni di come
i giovani sappiano vivere con sincerità l’amicizia e la fratellanza
internazionale: lo abbiamo potuto riconoscere ad esempio durante i “Jamboree”,
incontri tra giovani scout provenienti da tutte le parti del mondo.
Crediamo che da paese a paese
possa cambiare il colore della pelle, dei fazzolettoni che portiamo al collo,
del credo religioso: a non cambiare è la convinzione che ad una vera e leale
fratellanza non esista, per la nostra umanità, un’alternativa.
Per tutto questo, come Scout e
cittadini, continueremo ad impegnarci per lasciare il mondo migliore di come lo
abbiamo trovato. Vogliamo contribuire con il nostro servizio educativo ad
essere sentinelle di speranza, affinché il nostro Paese senta propria la sfida
di avere uno sguardo coraggioso per trasformare in opportunità di rinnovata
umanità ciò che oggi la paura fa apparire come un problema.
16 ragazzi, provenienti da 5 regioni del centro Italia ,super motivati, tutti con un obiettivo comune, abbattere i muri e costruire ponti, si sono incontrati dal 3 al 6 gennaio nelle foreste casentinesi. Sulle orme di San Francesco, da Camaldoli a la Verna, abbiamo affrontato i temi della bellezza , in particolare la bellezza del diverso, dello sconosciuto. Stiamo parlando di noi, gli IST del mitico clan ponte di mezzo.
La strada è stata per noi un mezzo per conoscerci meglio, stringere rapporti,amicizie, e interrogarsi.
Si è creato subito un bel clima tra noi ragazzi e i capi, che si sono mostrati sin da subito molto disponibili.
Siamo chiamati ad essere ambasciatori di pace, portatori di valori puri e della cultura italiana. Svolgeremo dal 18 luglio al 3 agosto un importantissimo servizio in West Virginia, dove si terrà il 24 esimo world scout jamboree in cui ci saranno circa 37 mila ragazzi uniti sotto un’unica promessa e unico motto: “Unlock a new world”
È stato molto bello e interessante confrontarsi e apprezzare le sfumature culturali caratteristiche di ogni regione.
Accompagnati dalle note della famosa COUNTRY ROADS, non sono mancati momenti di svago e divertimento. Si è parlato molto del servizio e della sua funzione: è emerso che il più ambito è senza dubbio pulire i bagni 😂.
Questo jamboree sarà un’occasione vera, unica e irripetibile, potremmo infatti entrare a contatto con tutte le culture del mondo nel tipico e gioioso clima scout. È stata assegnata ad ognuno di noi una nazione partecipante al jamboree e ci è stato chiesto di rappresentarla tramite ban o scenetta per scoprire come gli altri contingenti si stanno preparando all’evento. Anche questo è stato molto bello e divertente, ci ha permesso di entrare nel particolare clima internazionale e abbiamo potuto assaggiare sin da subito le differenze culturali che vivremo al jam.
Questo è stato il nostro primo incontro, ricco di gioia e affiatamento. Nostro fedele compagno di avventure è stato senza dubbio il freddo, che nonostante i tripli strati di pile non ci ha mai abbandonato.
Sperando in un inglese migliore, ci diamo appuntamento il 9 e 10 marzo nel Lazio, aoh! L’avventura continua!
avvistate 36 persone ad ostia antica, il reparto di formazione si è ufficialmente incontrato.
giorno 14 dicembre, ore 18, gradi…troppo pochi. Eccoci qui, il primo campetto del Reparto Ponte Sant’Angelo, un reparto formato da ragazzi del Lazio e della Sardegna.
Quando siamo arrivati, c’erano molti volti nuovi, volti curiosi e imbarazzati, stavamo tutti in silenzio, tutti ad aspettare che qualcuno rompesse il ghiaccio.
Ed ecco che arriva Giulia, il nostro capo del Lazio, che, dopo esser riuscita a sfuggire dal traffico, manda via i genitori e che con grande maestria indovina quasi tutti i nostri nomi.
Siamo stati ospitati nella base di Ostia antica, un luogo davvero bello, che alcuni di noi già conoscevano. Partita la caccia ai picchetti perduti, abbiamo iniziato a fare conoscenza.
Montate le tende siamo entrati in sede, nell’attesa dei nostri amici sardi abbiamo mangiato, cantato e giocato,ci hanno insegnato alcuni bans violenti come quello degli onci onci, altri difficili come il ban “everybody dance now”.
Appena sono arrivati i sardi, accompagnati dagli altri nostri 3 capi sardi: Don Rinaldo, Alessio e Gabriella, il cerchio si è allargato ed è arrivato il momento che tutti e 36 temevamo. Prima di andare al campetto ci avevano chiesto di girare un video e di dire che animale, cibo, paesaggio e canzone vorremmo essere. eravamo tutti molto imbarazzati, ma almeno dopo aver visto quei video, la nostra timidezza oramai era sparita.
Dopo poco siamo stati divisi per tende e siamo andati a “dormire”. quel lasso di tempo è stato molto produttivo perché sentendo parlare i ragazzi sardi, abbiamo imparato alcune parole nuove come “ajo” o “eja”.
Il risveglio è stato molto tranquillo, ci siamo svegliati per le 8 e la ginnastica offerta da Alessio è stata impagabile, da quel momento la giornata era ufficialmente iniziata. Ci siamo spostati, abbiamo fatto un’attività di catechesi ad occhi chiusi che è stata davvero emozionante. Mentre giocavamo ci è venuta a salutare la squadriglia dei caimani, una squadriglia problematica e soprattutto formata da ragazzi amanti del lavoro, che ci hanno chiesto di esplorare, al posto loro, tre mondi: Venere, il mondo della bellezza; Xenos il mondo dell’accoglienza e quello di Demetra, il mondo dell’ambiente.
Abbiamo iniziato con il mondo della bellezza e abbiamo esplorato ciò che c’è di bello dentro noi stessi, approfittando dell’occasione per conoscerci. Arrivati al mondo di Xenos è iniziata la vera competizione, ci hanno lanciato la gara di cucina a base di piatti tipici del lazio. Dopo il tempo libero il nostro viaggio per aiutare la formidabile squadriglia dei caimani non si è fermato. Siamo andati armati di entusiasmo e di telefono in giro, per ostia antica, cercando ogni cosa che potesse essere bella e accogliente.
La sera, dopo aver presentato le foto che abbiamo fatto, abbiamo continuato a parlare di ambiente, Gabriella ci ha proposto un quiz sul riciclaggio e sulla decomposizione dei materiali,molti noi sono rimasti sorpresi nello scoprire quanto tempo ci mettono effettivamente gli oggetti a decomporsi. Dopo cena sono venuti due capi, uno dell’ AGESCI e uno del CNGEI, entrambi si occupano della comunicazione, dei social, degli hashtag del contingente. Hanno chiarito alcuni dubbi che avevamo e abbiamo fatto un’attività nella quale ogni squadriglia doveva costruire un ponte con l’aiuto di ogni componente. Dopodiché abbiamo fatto qualche bans e siamo andati a dormire.
Il terzo giorno la sveglia è suonata presto perchè siamo andati al “centro” di Roma e ogni squadriglia, con il capo che gli è stato assegnato, ha fatto un’attività: prima è stato dato alle squadriglie un foglio con il morse sul quale c’era scritta una via che abbiamo dovuto trovare. Una volta li abbiamo intervistato delle persone per chiedere quali fossero i problemi del quartiere. In seguito lo staff ha dato alle squadriglie dei fogli con sopra un QR code che ha aperto su internet un testo in una lingua straniera che noi abbiamo tradotto, quindi siamo andati vicino le ambasciate dei rispettivi paesi e abbiamo fatto delle altre interviste per convivere le persone a visitare quei paesi. Una volta finita questa attività siamo andati a piazza San Pietro per la benedizione del Papa e subito dopo in un prato per il pranzo. Tra chiacchiere e canti siamo tornati al campo dove, con un pò di malinconia in vista della partenza, abbiamo smontato le tende e fatto merenda. Arrivati i genitori ed i capi reparto noi ragazzi siamo rimasti fuori a cantare prima degli arrivederci….
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