Quanti IST ci vogliono per fare un grande WA?

Tanti… ma quanti ce ne vogliono per fare un WA convinto? Anche pochi, basta che siano come quelli che si sono ritrovati a Lodi dal 31 Ottobre al 2 Novembre.   Il nostro è stato molto di più che un semplice incontro. A disposizione c’erano sicuramente tutti gli ingredienti necessari per rendere indimenticabile l’uscita: come la voglia di conoscerci, la voglia di capire meglio a che cosa andremo incontro partecipando come IST al Jamboree 2015 in Giappone, la speranza di ricevere dettagli logistici e risposte anche a domande pratiche … ma c’era anche molto di più: la consapevolezza che per la prima volta, dopo tanti mesi, stavamo iniziando a trasformare un sogno in realtà: finalmente potevamo concretamente iniziare a prepararci alla grande avventura del Jamboree.  
 
L’arrivo a Lodi al centro Caccialanza è stato caratterizzato dalla presenza di una intensa nebbia che ci ha accolto ed avvolto fino a notte inoltrata… era così intensa che quando siamo usciti la sera per il fuoco di bivacco, abbiamo fatto difficoltà a trovare la legna, che comunque sapevamo essere li vicino… ma li dove? Curioso: il giorno dopo, quando della nebbia non c’era più traccia, quelle che avevamo percepito come distanze immani, in realtà non lo erano.  IMG_6984 Le attività che abbiamo fatto durante l’uscita ci hanno permesso di ricordare le nostre comuni radici scout, un po’ della nostra storia, partendo dagli albori con un video di B.-P., passando per le immagini delle prime squadriglie e dei primi Jamboree. Abbiamo provato ad utilizzare alcune tecniche giapponesi per disegnare, ci siamo confrontati sui nostri obiettivi rispetto alla partecipazione la Jamboree e, grazie all’intervento di tre persone della associazione Fuji, abbiamo potuto avvicinarci alla cultura giapponese, grazie ai racconti del loro presidente assieme alla sua moglie Sachimi, originaria del Giappone. Con lei abbiamo oltre che parlare di cultura, abbiamo anche provato a fare degli origami… beh, almeno ci abbiamo provato e a qualcuno gli origami sono anche riusciti.  
 
Penso che uno dei momenti più emozionanti dell’uscita sia stato il momento in cui è avvenuta la distribuzione dei fazzolettoni da IST: è stato quello l’attimo in cui abbiamo capito che qualcosa era cambiato e che il lancio della nostra missione era ormai definitivamente avvenuto: un unico fazzolettone per tutti, composto di tanti colori, come tanti sono i colori dei fazzolettoni, delle divise, dei volti delle persone che incontreremo. Noi in Giappone saremo testimoni dello scoutismo italiano, saremo testimoni di come a livello mondiale lo scoutismo intende la pace: non una pace teorica, tiepida o peggio fredda, ma una pace vissuta, dove le varie nazionalità si mescolano, giocano, si confrontano, vivono esperienze comuni e assieme fanno esperienza reale di convivenza, gettando semi che costruiscano la pace vera tra i popoli una volta rientrati a casa.
 
Ed è proprio questo che ci viene richiesto: una volta terminata l’esperienza del Jamboree infatti diventeremo per sempre ambasciatori presso le nostre comunità e testimoni di tutto ciò che abbiamo vissuto e sperimentato: saremo ambasciatori della pace! .
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