Japanese Days

Era il 15 aprile 2015, quando dopo qualche mese risento Kiyoshi, capo scout giapponese con cui tempo prima avevo scambiato dei distintivi jamboree molto particolari. Era felicissimo di annunciarmi che sarebbe stato il responsabile dell’Home Hospitality di due reparti italiani, e tra questi rientrava il mio, il reparto siciliano Giovanni Falcone. Con l’occasione, inoltre, mi comunicava anche che nel mese di giugno sarebbe stato in Sicilia per un breve viaggio di lavoro con il figlio ventenne, manifestandomi il suo desiderio di  incontrare me, alcuni miei amici scout e la mia famiglia. Per me e la mia famiglia un’ entusiasmante, piacevole e bizzarra sfida: ospitare due giapponesi, per antonomasia i più ospitali al mondo. Non vedevamo l’ora! Dopo aver programmato con un buon tempo d’anticipo il tutto, non ci restava che attendere e aspettare i due amici.

Sono arrivati a Catania e giovedì 18 giugno, in un afoso pomeriggio siciliano, in compagnia di un mio fratello scout, appartenente al gruppo AGESCI Paternò 4, puntuale come un orologio svizzero, li ho raggiunti in albergo, dove, con un pò di anticipo, mi attendevano già. Notate bene che i giapponesi sono puntualissimi, tengono ad ogni singolo minuto e per loro il tempo è preziosissimo, sin dalle prime ore del mattino hanno un programma e tendono a rispettarlo fino alla fine, minuto per minuto, momento per momento.  La scintilla dell’armonia ha reso semplice, sin dalle prime ore dell’incontro, l’approccio tra noi , stimolando da subito la voglia di reciproca conoscenza.

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Dopo aver trascorso un paio di ore a Catania, città barocca dalle infinite bellezze e che forse meglio di qualsiasi altra, con il suo mare ed il suo vulcano, invera i tratti essenziali della Sicilia (terra di fuoco, di sole e di mare), ci siamo diretti alla volta di Paternò insieme ad alcuni ragazzi del mio gruppo scout e del reparto Giovanni Falcone (SICILIA).

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Raggiunta la mia abitazione, ubicata nella collina storica del paese, abbiamo visitato la rocca normanna, straordinariamente bella, godendo del panorama della città, con una splendida vista dell’Etna. In seguito, abbiamo iniziato la cena con il “Ramen”, ricetta giapponese molto particolare preparata da Kiyoshi e Kenta e da questi voluta come segno tangibile di condivisione e trasmissione di valori in una prospettiva dove è l’ospite a mettersi al servizio dei “padroni di casa”.

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Il ramen, piatto molto sostanzioso di cui esistono innumerevoli varianti, è più di una ricetta, è una vera e propria istituzione. Con i due amici abbiamo quindi cenato degustando squisite ricette della cucina siciliana.

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Dopo aver cenato, Kiyoshi, appassionato dell’Italia e del calcio, mi ha chiesto se ero in possesso e se potevamo vedere Italia- Germania del 2006. E così è stato!! Esultava ad ogni gol dell’Italia come se fosse un vero e proprio italiano seduto in poltrona in quelle belle notti del 2006. Molto stanchi, entusiasti e soddisfatti della serata, dopo aver guardato la partita ci siamo salutati e dati appuntamento per l’indomani mattina, quando Io, Kenta e Kiyoshi siamo partiti alla volta di Roma.

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In occasione dei tre giorni trascorsi insieme a loro   nella “caput mundi” ho potuto comprendere molte cose della cultura giapponese, fondata su dei valori non negoziabili. Con loro ho discusso principalmente di Giappone, di Jamboree, di Home Hospitality e di Osaka. Mi hanno fatto vedere delle belle foto di Osaka e dintorni, in particolare di Nishinomiya dove i reparti Giovanni Falcone e Gioacchino Rossini vivranno questa bellissima esperienza nelle famiglie che si stanno preparando alla grande a riceverci per farci vivere dei giorni indimenticabili . I due sono stati molto ospitali con me tuttavia sempre discreti, costantemente presenti, ma senza particolare appariscenza. Credo che questo sia un tratto peculiare della cultura nipponica che ritroveremo costantemente in occasione della nostra prossima esperienza. Anche i silenzi non segnano distanza, ma comunanza e appartenenza: omotenashi è un essere, non un dover essere!

piazza di spagna

Per pura casualità ho avuto anche la fortuna di comprendere il senso e la portata di un momento centrale della storia giapponese. Al rientro in albergo trasmettevano su Rai 3 una puntata di Ulisse dedicata al settantesimo anniversario dello sgancio delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Pur non capendo, perché tradotte in italiano, le parole dei sopravvissuti Kiyoshi e Kenta, avevano le lacrime agli occhi: quelle bombe sono per il popolo giapponese il momento più tragico, ma allo stesso tempo anche l’inizio di una nuova era.

I nostri amici non hanno vissuto in prima persona l’orrore della guerra, ma, comunque, è come se gli effetti fossero impressi nel DNA, forgiando tutti nel più autentico spirito dei samurai. Kiyoshi mi ha anche mostrato la foto di suo padre, che a quell’esperienza è sopravvissuto, rivendicando con grande orgoglio l’identità, la laboriosità e l’unione di un popolo che, pur provato oltre ogni limite, proprio da quella tragedia ha saputo tirar fuori tutta la forza, determinazione e tenacia per risorgere dal “sole nero”. Solo con il duro lavoro, l’unione, la costanza e la tenacia (valori sempre eterni che in ogni campo della vita debbono essere messi in campo per il perseguimento degli obiettivi) sono riusciti a risalire la scala del mondo, riconquistando quel ruolo di traino connaturale a chi di questi valori fa le sue insegne.

piazza della repubblica

I giorni appena trascorsi sono stati grandiosi, entusiasmanti e davvero intensi. Sono felicissimo di aver creato una bella amicizia con Kenta e Kiyoshi e non vedo l’ora di rincontrarli in Japan. Sono davvero contento che i nostri amici si siano divertiti e rilassati in Italia e che possa in minima parte aver contribuito anch’io a tutto ciò, cercando nel mio piccolo di comunicare alcune delle meraviglie di cui è ricca anche la nostra cultura e la nostra storia. Kenta ha colto ciò con grande semplicità, così sintetizzando: << amazing moments in Italy, feeling the greatness of history>>. Ebbene si, in questi giorni abbiamo anche apprezzato e sentito la grandezza della storia, e voi, amici da tutta Italia cosa sentite a   poco meno di un mese per partire alla volta del Giappone? Come vi state preparando? Siete ansiosi di conoscere altre culture?

Manca davvero poco, colgo l’occasione per augurarvi un buon Jamboree. Vi aspetto belli carichi in Japan sospinti dall’inesauribile forza dell’Energia, dell’Innovazione e dell’Armonia

 

 

Vincenzo Finocchiaro

Capo redattore

Reparto Giovanni Falcone (SICILIA)