Sulla Via del Tè, verso il Futuro

9-10 maggio, Villa Buri, Verona

“Eccoci qua, finalmente capi, rover e scolte ci troviamo tutti assieme per la prima ed ultima volta in vista del Jamboree. E ormai mancano 74 giorni alla partenza!”

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Questo è stato il mio primo pensiero vedendo più di un centinaio di scout AGESCI e CNGEI (in più c’erano anche i capi dei reparti del contingente) all’alzabandiera inaugurale; insieme abbiamo poi cantato l’inno dimostrando voglia di mettersi in gioco e di essere ambasciatori nel mondo del nostro paese.

Così iniziava ufficialmente il campetto di preparazione in vista del Jamboree.

L’avevamo già in parte iniziato, i nostri capi clan ci avevano assegnato come compiti a casa di inviargli materiale riguardante la Via del Tè e i suoi punti fondamentali, che poi loro si sarebbero occupati di raccogliere nel nostro quaderno di strada.

La mia assoluta predilezione per questa bevanda ha fatto crescere in me un’impellente curiosità: di che cosa si tratta effettivamente? Chiamata Chadou o Sadou, la Via del Tè è una vera e propria filosofia di vita intrinseca alla cultura Nipponica ed è basata su quattro principi fondamentali: Wa (armonia con la realtà), Kei (rispetto), Sei (purezza interiore e della vita concreta) e Jaku (tranquillità e pace della mente, raggiungibile solo come seguito degli altri tre principi). La sua espressione compiuta e tangibile è ovviamente la cerimonia del tè: incarna la ricerca della bellezza, della precisione e dell’essenzialità tipica della cultura tradizionale giapponese; il risultato è un’esplosione di simbologia che espressa con una raffinatezza sconvolgente. Alcuni dei suoi valori, come l’essenzialità, sono presenti nelle nostre Carte di Clan e in generale nello scoutismo.

Un altro in particolare, ancor più fondamentale nella filosofia scout, è il servizio: esso dev’essere un aiuto concreto donato con gratuità e disponibilità. Durante il Jamboree, rover e scolte di tutto il mondo costituiranno insieme l’IST (International Service Team) ed estote parati! Ma di preciso, noi IST che andiamo a fare?? Da rover vivremo un’esperienza di servizio, daremo quindi una mano dove e quando servirà: saremo addetti alle pulizie, cuochi, stewards, assistenti nelle numerose e variegate cerimonie, addetti alla sicurezza, giornalisti; e svolgeremo mille altri compiti di cui magari non conosciamo ancora l’esistenza…

Ovviamente, in mezzo ad un contesto così ampio e variegato capiteranno inconvenienti purtroppo comuni; e noi IST dovremo esser pronti a risolverle: soccorrere un ragazzo in arresto cardiaco!?

NO!

Lo possono fare solo i medici abilitati in Giappone, noi IST dobbiamo chiamarlo e nell’attesa tenere lontane chiunque. Con la burocrazia non si scherza, soprattutto in Giappone! Affrontare episodi di violenza o bullismo? Possibile (anche se spero sia poco probabile). Proprio a riguardo dobbiamo seguire un corso online chiamato Safe from Harm. E, a maggior previdenza, in un’attività a gruppetti abbiamo ricreato alcune situazioni tipo facendo in modo che poi gli spettatori (gli altri IST) potessero risolverle, come poi si dovrà agire al campo…

In realtà con solo due giorni di campetto a disposizione avevamo poco tempo, perciò l’abbiamo sfruttato al massimo! Per iniziare abbiamo fatto conoscenza, del resto era la prima volta tutti assieme, ed è necessario essere affiatati all’interno di un Team come il nostro! Ognuno s’è fatto una propria carta d’identità con nome, disegno di riconoscimento e caratterISTica. Ne son venute fuori di tutti i colori: giornalISTa, turISTa, ISTrionico, fisioterapISTa, fritto mISTo, rugbISTa e moltissimi altri. Così, attraverso le nostre caratteristiche in comune o di quelle a noi meno congeniali abbiamo fatto conoscenza dei nostri compagni rover!

Non dimentichiamoci però che al Jamboree i gruppetti di lavoro saranno composti da ragazzi di diverse nazionalità. Proprio per questo durante le attività divisi per clan, il Leonardo ha fatto un’attività sui falsi amici in inglese e sulle difficoltà di comunicazione; e mi son reso conto di quanto sarà complicata e rischiosa. Tra l’altro le differenze tra le culture porteranno a numerosissimi fraintendimenti, incomprensioni e anche ad insulti o scortesie non volute.

A proposito di rischio, la prima sera s’è tenuta un’attività molto interessante sulle leggende e storie di paura giapponesi: Okiku doll la bambola assassina, kuschisake onna la donna dalla bocca spaccata e teke teke la donna che taglia a metà le persone! Terrificanti davvero, se poi penso agli horror che girano i Giapponesi…

Guardate, preferisco non pensarci davvero! Preferisco fantasticare sulla cerimonia del tè, riflettere sull’armonia che essa rappresenta, al rispetto e alla pace che genera. In Giappone saremo all’incirca 30mila, ognuno ambasciatore del proprio paese e del proprio scoutismo e conviveremo assieme per dieci giorni secondo il tema WA! In Giapponese assume numerosi significati quali: spirito di unità, armonia, cooperazione, amicizia e pace. Questi valori saranno portati avanti al campo con attività e riflessioni, ma, a parere mio, dovrebbero essere prese come spunto dai governi nazionali per un impegno più concreto!

A testimonianza di questo il 6 agosto (ricorrenza dell’atomica su Hiroshima) faremo un’attività, in contemporanea con tutti gli scout del mondo, per non dimenticare quanto l’uomo può distruggere, ma soprattutto per sottolineare cosa può creare di buono, di meraviglioso e di proficuo, per sé e per la natura che ci ospita. Quel giorno gli scout saranno un esempio di pace per tutta l’umanità, un microcosmo che cammina unito verso un futuro radioso e pieno di WA.

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Edoardo von Morgen

CLAN LEONARDO

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