IL VIAGGIO COMINCIA ADESSO

9 Agosto 2015:
non mi sembra vero, ciò che da più di un anno attendevo oggi è apparentemente finito. Il campo più bello
della mia vita si è concluso. Esso mi ha portato a conoscere tanti ragazzi e ragazze che come me hanno voglia di fare e di conoscere. Mi ha cambiato, mi ha regalato esperienze uniche, emozioni che difficilmente rivivrò ma che rimarranno per sempre dentro me.
Come dicevo prima, questa è una conclusione apparente del viaggio. Fino a quando ognuno di noi continuerà a vivere dentro di sé quest’avventura, che continuerà a portare sulle spalle il suo zaino con le emozioni provate, i ricordi, i canti e le risate, il jamboree non morirà.
D’ora in poi lo vivremo ogni giorno, dentro di noi sarà come se non avessimo mai lasciato quel piccolo sotto campo italiano all’interno di Hotaka. Rimarremo sempre quei giovani ambasciatori vivaci e agitati, che non vedevano l’ora allo stesso tempo di vivere un nuovo capitolo della loro vita che di tornare a casa per raccontare ogni minimo dettaglio del loro viaggio.
Una promessa ci fa ancora andare avanti. Ce a siamo fatta durante il campo e sappiamo che manterremo tutti quanti. Quella di rivederci, di rivivere insieme quell’esperienza, di ridere, ricordare e cantare a squarciagola “a spirit of unity”, perché in fondo è proprio uno spirito di unità, che ogni scout porta dentro sé, che ci ha fatto affezionare l’un l’altro.
 
Beatrice Ascanio
Reparto Cristoforo Colombo
 

UN INSOLITO PRE-JAMBOREE

Noi IST italiani siamo al jamboree per servire, però qualche momento di svago ce lo meritiamo no!??
Anche perché andiamo dall’altra parte del mondo…
Perciò, prima di recarci sul sito del campo, ci è stata data la possibilità di visitare Kyoto per un paio di giorni, giusto per aver un assaggio di questo paese così distante dall’Italia. E non solo geograficamente!
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Chiunque l’abbia visitato può confermare che in qualsiasi aspetto della vita è diametralmente agli antipodi  da noi: dal comportamento alla spiritualità, passando per la cura della propria casa e dalla dieta (tra l’altro insieme a quella mediterranea è quella più sana e varia al mondo).

Circondati ed estasiati da questa nuova realtà abbiamo visitato templi buddisti e santuari shintoisti, viette caratteristiche e zone ultra commerciali, parchi meravigliosi e pure il castello dello shogun!
La cosa più incredibile è stata entrare a contatto con la popolazione, il loro atteggiamento/comportamento così riservato, composto, rispettoso delle persone e delle regole. Pieno di disponibilità verso l’altro e di riverenza per ciò che non si conosce ma anche per ciò e chi si conosce!  Tutto questo manca fin troppo a noi occidentali, che invece siamo più aperti e disponibili a conoscere nuove persone.

Caratteristiche utili in situazioni come questa del jamboree in cui bisogna tirarsi fuori, conoscersi e confrontarsi.

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La “vacanza” giunge però velocemente al termine e dopo un viaggio infinto in notturna, eccoci al Jamboree!!!

Durante gli svariati training svolti inizialmente, ognuno singolarmente è stato metto alla prova. Sia dal caldo, che ha toccato anche i 51°C percepiti, ma soprattutto ci siamo dovuti mettere in gioco inserendoci nel complicato meccanismo dei servizi assegnati, faticando e conoscendo nuove persone da tutto il mondo.

Saremo quindi a totale disposizione degli esploratori, i così detti “partecipants”, ORAMAI SI INIZIA!!!

La strada è la stessa anche se siamo lontani
SERVIRE è la sfida, il futuro è domani
Affrontiamo con coraggio ogni salita
Diritti al futuro sulle strade… della nostra vita!

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 Edoardo von Morgen

Sulla Via del Tè, verso il Futuro

9-10 maggio, Villa Buri, Verona

“Eccoci qua, finalmente capi, rover e scolte ci troviamo tutti assieme per la prima ed ultima volta in vista del Jamboree. E ormai mancano 74 giorni alla partenza!”

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Questo è stato il mio primo pensiero vedendo più di un centinaio di scout AGESCI e CNGEI (in più c’erano anche i capi dei reparti del contingente) all’alzabandiera inaugurale; insieme abbiamo poi cantato l’inno dimostrando voglia di mettersi in gioco e di essere ambasciatori nel mondo del nostro paese.

Così iniziava ufficialmente il campetto di preparazione in vista del Jamboree.

L’avevamo già in parte iniziato, i nostri capi clan ci avevano assegnato come compiti a casa di inviargli materiale riguardante la Via del Tè e i suoi punti fondamentali, che poi loro si sarebbero occupati di raccogliere nel nostro quaderno di strada.

La mia assoluta predilezione per questa bevanda ha fatto crescere in me un’impellente curiosità: di che cosa si tratta effettivamente? Chiamata Chadou o Sadou, la Via del Tè è una vera e propria filosofia di vita intrinseca alla cultura Nipponica ed è basata su quattro principi fondamentali: Wa (armonia con la realtà), Kei (rispetto), Sei (purezza interiore e della vita concreta) e Jaku (tranquillità e pace della mente, raggiungibile solo come seguito degli altri tre principi). La sua espressione compiuta e tangibile è ovviamente la cerimonia del tè: incarna la ricerca della bellezza, della precisione e dell’essenzialità tipica della cultura tradizionale giapponese; il risultato è un’esplosione di simbologia che espressa con una raffinatezza sconvolgente. Alcuni dei suoi valori, come l’essenzialità, sono presenti nelle nostre Carte di Clan e in generale nello scoutismo.

Un altro in particolare, ancor più fondamentale nella filosofia scout, è il servizio: esso dev’essere un aiuto concreto donato con gratuità e disponibilità. Durante il Jamboree, rover e scolte di tutto il mondo costituiranno insieme l’IST (International Service Team) ed estote parati! Ma di preciso, noi IST che andiamo a fare?? Da rover vivremo un’esperienza di servizio, daremo quindi una mano dove e quando servirà: saremo addetti alle pulizie, cuochi, stewards, assistenti nelle numerose e variegate cerimonie, addetti alla sicurezza, giornalisti; e svolgeremo mille altri compiti di cui magari non conosciamo ancora l’esistenza…

Ovviamente, in mezzo ad un contesto così ampio e variegato capiteranno inconvenienti purtroppo comuni; e noi IST dovremo esser pronti a risolverle: soccorrere un ragazzo in arresto cardiaco!?

NO!

Lo possono fare solo i medici abilitati in Giappone, noi IST dobbiamo chiamarlo e nell’attesa tenere lontane chiunque. Con la burocrazia non si scherza, soprattutto in Giappone! Affrontare episodi di violenza o bullismo? Possibile (anche se spero sia poco probabile). Proprio a riguardo dobbiamo seguire un corso online chiamato Safe from Harm. E, a maggior previdenza, in un’attività a gruppetti abbiamo ricreato alcune situazioni tipo facendo in modo che poi gli spettatori (gli altri IST) potessero risolverle, come poi si dovrà agire al campo…

In realtà con solo due giorni di campetto a disposizione avevamo poco tempo, perciò l’abbiamo sfruttato al massimo! Per iniziare abbiamo fatto conoscenza, del resto era la prima volta tutti assieme, ed è necessario essere affiatati all’interno di un Team come il nostro! Ognuno s’è fatto una propria carta d’identità con nome, disegno di riconoscimento e caratterISTica. Ne son venute fuori di tutti i colori: giornalISTa, turISTa, ISTrionico, fisioterapISTa, fritto mISTo, rugbISTa e moltissimi altri. Così, attraverso le nostre caratteristiche in comune o di quelle a noi meno congeniali abbiamo fatto conoscenza dei nostri compagni rover!

Non dimentichiamoci però che al Jamboree i gruppetti di lavoro saranno composti da ragazzi di diverse nazionalità. Proprio per questo durante le attività divisi per clan, il Leonardo ha fatto un’attività sui falsi amici in inglese e sulle difficoltà di comunicazione; e mi son reso conto di quanto sarà complicata e rischiosa. Tra l’altro le differenze tra le culture porteranno a numerosissimi fraintendimenti, incomprensioni e anche ad insulti o scortesie non volute.

A proposito di rischio, la prima sera s’è tenuta un’attività molto interessante sulle leggende e storie di paura giapponesi: Okiku doll la bambola assassina, kuschisake onna la donna dalla bocca spaccata e teke teke la donna che taglia a metà le persone! Terrificanti davvero, se poi penso agli horror che girano i Giapponesi…

Guardate, preferisco non pensarci davvero! Preferisco fantasticare sulla cerimonia del tè, riflettere sull’armonia che essa rappresenta, al rispetto e alla pace che genera. In Giappone saremo all’incirca 30mila, ognuno ambasciatore del proprio paese e del proprio scoutismo e conviveremo assieme per dieci giorni secondo il tema WA! In Giapponese assume numerosi significati quali: spirito di unità, armonia, cooperazione, amicizia e pace. Questi valori saranno portati avanti al campo con attività e riflessioni, ma, a parere mio, dovrebbero essere prese come spunto dai governi nazionali per un impegno più concreto!

A testimonianza di questo il 6 agosto (ricorrenza dell’atomica su Hiroshima) faremo un’attività, in contemporanea con tutti gli scout del mondo, per non dimenticare quanto l’uomo può distruggere, ma soprattutto per sottolineare cosa può creare di buono, di meraviglioso e di proficuo, per sé e per la natura che ci ospita. Quel giorno gli scout saranno un esempio di pace per tutta l’umanità, un microcosmo che cammina unito verso un futuro radioso e pieno di WA.

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Edoardo von Morgen

CLAN LEONARDO

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GRAZIA DELEDDA: GIAPPONE ARRIVIAMO!

Sapete che mi viene quasi da piangere, pensando al mio reparto del Jamboreimagee e al fatto che tra pochi mesi saremo in Giappone? E no
n saprei neanche spiegare il perché… Sarà perché ci sembra di aver già vissuto il Jamboree visto che veniamo da quattro regioni diverse.
L’ultimo campetto del Reparto Grazia Deledda si è svolto a Roma l’1 e il 2 Aprile, con attività che ci hanno veramente trasportato in Giappone.
Dopo l’arrivo, ci siamo riuniti per comporre i regali che porteremo alle famiglie giapponesi che ci ospiteranno durante la Home Hospitality prima del Jam.
Il pranzo è stato buonissimo ma ci ha stupito per l’orario stranamente anticipato: alle 13 dovevamo essere già pronti ad andare verso “un pezzo di Giappone”.
Prendendo il tram, abbiamo raggiunto Via Gramsci, dove abbiamo scoperto un posto fantastico: l’Istituto Giapponese di Cultura. Lì abbiamo visitato il giardino (quasi) tradizionale giapponese che ci stupito nella sua bellezza. Questi giardini sono creati in modo molto particolare: hanno infatti un aspetto casuale, anche se ogni elemento (alberi, fiori, sassi e altro) è piazzato in ogni angolo con grande cura.
Abbiamo poi visto dei magnifici aquiloni giapponesi, ognuno con un significato diverso.
Anche se questo momento è stato un po’ lungo, abbiamo tutti apprezzato l’arte e i significati che possono essere tratti da un semplice – e apparentemente insignificante – aquilone. Subito dopo abbiamo imparato a fare un origami che sanno fare tutti i bambini giapponesi l’elmo del guerriero.
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Una volta lasciato l’Istituto, abbiamo preso la metro e siamo arrivati al Colosseo pronti per una nuova attività. Incontrati tre studenti di giapponese, i capi hanno affidato a ogni squadriglia il compito di trovare dei turisti giapponesi ai quali fare delle domande riguardanti la cultura giapponese.
Gli scout romani non erano minimamente preoccupati: i turisti giapponesi sono molto comuni a Roma… Ma questa attività ci ha smentito. I turisti sono prevalentemente coreani, il che ha reso il gioco quasi impossibile. Tuttavia, con il nostro spirito scout (e l’aiuto degli interpreti), siamo riusciti a scoprire la parte meno turistica e più “personale” del Giappone.
 
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Dopo questa stancante attività e una lunga giornata, siamo ritornati a Via dei Ramni 40, la nostra casa per quei due giorni.
La cena, cucinata dai Rover in servizio, era a tema giapponese. Come primo, (veri) noodles, utilissimi per scaldarci; poi, una tipica frittata dolce (più o meno); infine, riso con pollo al curry, seguito dal dorayaki. Due pancake con un ripieno di marmellata di fagioli – anche se ai nostri palati semplici sembrava pane e nutella – un ottimo piatto per completare una perfetta cena giapponese!
Al seguito di una squisita cena e dell’organizzazione di un’attività per presentare le nostre scoperte è arrivato il momento che tutti aspettavamo: il fuoco! Anche se non c’era un vero e proprio fuoco, ci siamo messi in cerchio e abbiamo cantato e fatto attività – come se sette mesi dal nostro primo campetto non fossero passati.
 
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È stato il giorno dopo, tuttavia, a traportarci quasi completamente nel Giappone: per prima cosa, i capi ci hanno chiesto di progettare il nostro angolo di Reparto al Jam. Le migliori disposizioni e costruzioni, ci hanno promesso i capi, saranno quelle utilizzate. E quindi ci siamo tutti cimentati nell’ideare, per squadriglia, quello che sarà il nostro angolo.
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L’ultima attività del giorno è stato decidere cosa fare per rappresentare la propria regione al Culture Day durante il Jamboree. Dopo esserci divisi per regioni abbiamo dato forma al nostro progetto, che andrà completato prima di partire per il Giappone. Un’altra scusa per vederci – che bellezza!
Un pranzetto leggero ha seguito le nostre attività e dopo le fondamentali foto di squadriglia e reparto, molti sono partiti. I restanti hanno giocato a calcio e basket, oppure si sono riposati all’ombra, magari cantando…
Ci siamo visti tutti insieme per l’ultima volta – la prossima volta saremo in aeroporto pronti a viaggiare per il Giappone.
Dò un solo consiglio ai miei repartari e tutti quelli che partiranno per il Jamboree:
ESTOTE PARATI!

Latcho Drom Corto Maltese!!!

”Come la bianca ala dell’albatros sul monotono respiro del Pacifico, così, vagabonda per vagare, va la vela del vero marinaio…”
-Corto Maltese, Una ballata del mare salato, Hugo Pratt
3/01/2015
Diario di bordo, Compagnia Corto Maltese
Proprio come Corto Maltese, ognuno di noi è capitano della propria nave e salpa in un viaggio che ci farà incontrare tutti per la prima volta. Sessantaquattro giovani rover di diverse compagnie d’Italia oggi lasciano la propria terra per unirsi tutti a Capranica nel Lazio,presso il Casale Della Nocerqua. Zaino in spalla, biglietto in mano e tante preoccupazioni nella testa,così tante che il cuore è a mille, ma poco importa: il primo campetto di formazione per il Jamboree è arrivato!
Così ognuno con le proprie paure e la propria grinta ci siamo buttati a picco in quest’avventura che lascerà sicuramente in noi una traccia importante di crescita e spirito scout,un campetto che non dimenticheremo di certo. Tutti accomunati da un foulard e dal grande sogno del Jamboree siamo riusciti in soli tre giorni a stringere tra di noi legami non indifferenti, lasciandoci sorprendere ancora una volta dalla magia dello scautismo e dimenticando di colpo l’ansia  della selezione. Ci siamo divertiti,  confrontati e avvicinati per la prima volta ad un mondo così lontano da noi ma così affascinante come quello della cultura giapponese .
Appena arrivati,dopo aver conosciuto i nostri CC di formazione Giovanna,Camilla,Riccardo e Vito ci siamo cimentati nel cucire un nostro personale zaino di juta  che sarà il simbolo della strada verso il Jam. Con i nostri kanji (漢字)sul petto, ci siamo divisi in 4 compagnie di formazione i cui componenti cambiavano ad ogni attività per darci la possibilità di fare conoscenza con tutti i partecipanti. Le prime attività sono state di socializzazione e conoscenza:ognuno di noi ha riflettuto su cosa aveva da offrire e da condividere con gli altri nel corso del campetto e abbiamo attaccato il tutto per iscritto su una grande bandiera del Giappone.
Dopo cena,abbiamo fatto un fuoco durante il quale abbiamo unito gli interventi preparati a casa. Si è parlato di Jamboree,ovviamente,e di Giappone. Ci siamo improvvisati lottatori di sumo, abbiamo giocato al gioco dell’oca versione giappo, abbiamo bevuto insieme il the e riproposto giochi tradizionali scout, come il nippon che cadevano a puntino per l’occasione. E’ stato un festival di gioco,risate e colori,ognuno di noi ci ha messo del proprio . Nonostante la confusione (64 persone cariche di energia sono difficili da contenere!), credo che insieme abbiamo reso il nostro primo fuoco speciale e degno di essere ricordato con nostalgia,come sto facendo io ora a distanza di due mesi da quel fantastico campetto di dicembre.
La notte è servita a conoscerci ancora di più e realizzare quello che stavamo facendo,pronti a svegliarci il giorno dopo ancora più carichi del precedente.
04/01/2014
Diario di bordo, Compagnia Corto Maltese
E’ una mattina calda e nuvolosa a Castel Nocerqua e anche se  barbagianni,falchi e chi più ne ha più ne metta hanno dormito ben poco, hanno comunque voglia di cinguettare. Entusiasti siamo scesi dalle nostre camerate e abbiamo fatto colazione preparati ad una nuova fantastica giornata. E subito la mattinata è partita con una carrellata di attività durante le quali abbiamo scoperto i temi del nuovo Jamboree (innovazione,energia e armonia) e ci siamo subito fatti prendere dallo spirito del WA和.Colorati quindi di unità,cooperazione ,amicizia e pace abbiamo compreso che il Jamboree sarà per noi molto di più che un viaggio fisico. Iniziamo così un percorso spirituale che ci porterà a conoscere noi stessi, a imparare a sfruttare al massimo quest’esperienza per assorbirne l’essenza più pura e profonda. Saremo portati verso la riflessione,la capacità di relazionarci al meglio con altre persone e avvicinarci a nuove culture per confrontarci e crescere. Dobbiamo portare la nostra  la  strada,tanto cara nella vita da rover, verso la terra dei ciliegi con il corpo ma soprattutto con la mente. Immergerci nel viaggio e collezionarne ogni dettaglio per farne tesoro una volta tornati a casa.
All’insegna delle tematiche Jam,abbiamo quindi inventato nuovi sistemi di energia rinnovabile,costruito delle adorabili paperelle con pochi pezzi di carta colorati e dialogato con i capi . Dopo pranzo le attività si dividevano in storia Jam,Comunicazione ,Armonia e Giornalismo.
Con Giovanna ci siamo addentrati nella lunga storia dei Jamboree passati ,conoscendone le tematiche e gli avvenimenti principali . Io personalmente in quel momento ho sentito di stare entrando a far parte di una grande famiglia,una famiglia che comprende tutto il mondo e che da tantissimi anni porta avanti la tradizione del Jamboree ,sempre pronta ad abbracciare,unire e valorizzare ogni singola cultura di questo mondo,bello proprio perché vario,come dice il proverbio. Pensare a quante persone si sono trovate nella nostra situazione e hanno potuto sognare e godersi quello che si può dire il sogno nel cassetto di ogni scout,è stato davvero emozionante.
A ‘comunicazione’ invece, abbiamo compreso l’importanza di riuscire a comunicare ed esprimere emozioni e pareri con altre persone,dovendo incontrare 30000 scout che parlano una lingua diversa dalla nostra. Abbiamo quindi a turno parlato delle diverse sensazioni che ci provocano fotografie diverse.
Ad ‘armonia’ ci siamo rilassati e ci siamo divertiti con gli altri partecipanti ,colorando dei Mandala,facendo Origami o più semplicemente cantando e giocando a carte.
Nel pomeriggio,gli IST ci hanno fatto divertire facendoci giocare ai giochi tipici scout come palla scout,roverino,rugby scout,stella..il prato del Casale della Nocerqua era pieno di rover correvano da tutte le parti!
Le ultime attività della giornata si centravano sul far emergere le nostre paure e le nostre ansie riguardo al Jam e ci siamo divisi ,unendoci in 4 grandi categorie in:’problemi di logistica’, ‘problemi di comunicazione’ ,’voler fare tutto e paura di non riuscire a fare niente’, ‘paura di non dare il meglio di se’. E’ stato un ottimo modo per farci sentire meno soli,scoprire che avevamo tutti timori nascosti e sentirci appoggiati a vicenda. Dopo il fuoco,in cui a gruppi di due compagnie dovevamo fare un intervento che rappresentasse a piena il problema trattato,l’impressione collettiva è stata quella che si era stabilita tra noi una grande solidarietà e grande sostegno  che ci aiuterà sicuramente a superare le nostre preoccupazioni.
Ancora una volta,la notte ci è servita a caricare le batterie e riflettere sull’intensa giornata.
5/01/2015
Diario di bordo, Compagnia Corto Maltese
Fuori,sembra come se avessimo portato noi il sole nel casale. La voglia di godersi a pieno gli ultimi momenti insieme e divertirsi è tantissima,come anche si inizia a sentire  il clima di dispiacere per l’imminente fine del campetto. Quasi per sollevarci il morale,i capi hanno preparato per noi attività sul carattere WA,sui ciliegi,sulla bandiera giapponese e sulla meditazione zen. Ci siamo quindi sfidati diventando personaggi di leggende tradizionali giapponesi,abbiamo disegnato i nostri propri alberi di ciliegio e  siamo diventati parte integranti della bandiera del Giappone(si proprio così). Successivamente, abbiamo fatto assieme ai CC una verifica complessiva sulle impressioni del campetto,facendo riferimento a quello detto il primo giorno.
A tarda mattinata si sente che è quasi arrivato il momento di partire . Gli zaini sono già fuori chiusi,gli abbracci diventano più stretti e c’è nell’aria quella sensazione che ormai conosciamo bene,tipica della fine di un campo:un misto tra nostalgia prematura e dispiacere a cui questa volta aggiungiamo la consapevolezza che alcuni di noi lasceranno questo percorso prima del secondo campetto. Queste però sono minime rispetto alla solidità delle amicizie create,alla voglia di rivedersi,alla gioia estrema di aver condiviso con persone meravigliose un campetto così importante che porteremo nel cuore.
Dopo una danza rover tutti insieme e le foto,è ora di partire. A gruppi lasciamo il casale ma dai nostri volti si può chiaramente intuire la soddisfazione per l’esperienza vissuta e la speranza di poterla rivivere al secondo campetto. Latcho drom Corto Maltese e buon cammino ovunque tu vada,forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada.
04/03/2015  Dopo due mesi
Al ritorno a casa, dopo un’esperienza come questa, ci si ferma sempre a ripensare ad ogni singolo momento, come per paura di dimenticarsi il sapore di qualche istante.
E penso alla grinta,alla partecipazione, alla fratellanza che unisce due perfetti sconosciuti nel momento in cui si indossa un foulard, alle emozioni ancora una volta uniche che si aggiungeranno al tuo zaino di ricordi scout . Quest’esperienza mi ha fatto crescere come rover e come persona,mi ha fatto confrontare,ha aiutato a fare un piccolo passo verso il grande sogno del jamboree. Mi ha segnato al punto che, se magari tre giorni fa ci sono andata con la voglia dI riuscire ad essere presa,ora ci torno con la voglia di rivedere i visi conosciuti,e condividere con loro mille altre gioie come quelle durante questo campetto. Il mio campetto jamboree é stata una piccola marmellata italiana, una marmellata resa speciale da ognuna delle persone incontrate, da balli e canti diversi e uguali ai tuoi,dai mille colori dei foulard,dagli abbracci e dall’infinito spirito scout che ci contraddistingue .
Che io davvero non so come dirvi grazie,grazie grazie e ancora grazie dell’opportunità che mi avete dato, della vostra fiducia in me e del vostro aiuto e supporto. Quando sei in mezzo a così tante sezioni diverse, cresce il senso di appartenenza alla tua di sezione,l’orgoglio,ne cogli la nostalgia,e la senti un po’ come casa tua . Cresce anche la paura di non essere all’altezza. Ho fatto del mio meglio per portare il Lecce 1,inteso come insieme di persone,per portare la mia famiglia con me in questo viaggio verso il Giappone.
Vada come vada,sono felice di ciò che ho vissuto.
“Buon viaggio hermano querido, e buon cammino ovunque tu vada,forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada..”
Cristina Giocondo – Lecce
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