Il Giappone è dietro l’angolo

Il Jamboree si avvicina sempre più e i reparti di formazione si preparano al loro viaggio in Giappone. Tra questi il reparto Gioacchino Rossini si è incontrato un’ultima volta prima della partenza.
Il 24, 25 e 26 aprile 2015 dopo quasi sei mesi i 36 ragazzi, incontratisi per la prima volta a Sulmona, non  più imbarazzati come quella prima volta, si salutano calorosamente. Ad ospitarli questa volta è la grande e bellissima  città di Napoli, in Campania, che ,a detta dei capi, si avvicina di più ai ritmi caotici delle grandi città giapponesi. L’incontro per i campani è sul posto mentre, per i marchigiani e gli abruzzesi sarà un lungo viaggio di quasi sei ore.
Il campo si è aperto con l’arrivo al convento di Sant’ Eligio, vicino a piazza Mercato, in cui i ragazzi trascorso i tre giorni di campo.
La prima serata trascorre tra risate, ricordi, racconti e abbracci tutto con costumi di zona e cibo tipico di ogni regione.
W la PizzaLa giornata seguente è la più impegnativa, simile a quella di un Jamboree. Tutto si basa sul tempo e sulla puntualità ma soprattutto sul divertimento. I capi organizzano per ogni squadriglia un percorso che li porterà a girare per tutta Napoli e scoprire nuove cose.
Tutto inizia con una corsa verso piazza Plebiscito dove ad attenderli ci sono i due cambusieri campani. Questi propongono un gioco tipo giapponese: lo Shanghai. I ragazzi si divertono molto, ma nemmeno finito il gioco che tutti iniziano a correre verso la Galleria. Da lì si corre verso al Maschio Angioino, poi via Toledo, Chiesa di Santa Chiara, Castel dell’Ovo e molti altri posti.Sq Puma
Non si viene a conoscenza solo di nuovi luoghi e storie ma anche di sapori tradizionali come quello della pizza e delle sfogliatelle.
Ultimo punto di incontro è Piazza Vittoria dove li attende un’attività inaspettata.
Sq FalchiIl reparto Rossini sta per conoscere il reparto del Napoli 2, Poseidon, un reparto che non fa parte dell’associazione AGESCI bensì CNGEI. Con il reparto Poseidon i ragazzi hanno potuto vedere e scoprire diverse differenze in merito al concetto di scoutismo ed anche capire l’importanza del ruolo, ovvero, essere ambasciatori dell’Italia all’estero ma soprattutto dello scautismo italiano, dato che non tutti i gruppi scout vi possono partecipare.CNGEI & AGESCI
Il pomeriggio  passa molto velocemente in compagnia di nuove persone e nuove scoperte su quest’altra associazione.
Il ritorno “a casa” si mostra molto divertente avendo utilizzato un autobus pubblico dove spazio per oltre 40 persone non ce n’era.
Ad attenderli al convento ci sono dei ragazzi laureati in lingue orientali e specializzati sul giapponese, insieme a Kaory una ragazza giapponese, che mettono alla prova i ragazzi del reparto Gioacchino Rossini con un classico gioco dell’oca ma con domande prettamente riferite al Giappone. La serata poi apre, di nuovo, il palato ai ragazzi che si prestano a provare il sushi ed ad usare le bacchette. Non finisce qui, i ragazzi preparano la presentazione dei miti giapponesi all’intero del fuoco di reparto. Prima della buona notte c’è un regalo per la squadriglia vincitrice del gioco della giornata: i Canguri! Il loro premio è un ricordo di Napoli, ovvero una piccola maschera di Pulcinella.
Il sonno però si avvicina e dopo una buonanotte tutti vanno a dormire.
KiyoshiLa mattina seguente, preparatisi e fatta colazione, i ragazzi ricevono un’altra sorpresa : una videochiamata con Kiyoshi capo scout della Home Hospitality e hanno la possibilità di fargli delle domande.
Le sorprese non finiscono ed ai ragazzi vengono distribuite le magliette ufficiali del contingente italiano, così come i distintivi, lo zainetto e la spilla da fissare sulla cintura.
Verso mezzogiorno Don Paolo celebra la messa e in seguito i ragazzi pranzano. Le ultime ore passano nel pulire e riordinare il posto che li ha ospitati. Ben presto però abruzzesi e marchigiani devono salutare Napoli e i loro compagni di viaggio campani con la consapevolezza che la prossima volta che si vedranno sarà all’aeroporto di Roma.

Clan IST Donatello: Giappone, arriviamo!

 

Diario del Primo Campetto

(Bologna-Vignola, 31/10/2014 – 2/11/2014)


L’appuntamento è a Bologna Centrale, tra le cinque e le sei del 31 ottobre: inizia il viaggio del Clan IST Donatello! I componenti sono per la maggior parte vèneti (dalle provincie di Verona, Vicenza, Venezia, Treviso e Padova) ed emiliano-romagnoli (dalle province di Bologna, Reggio, Piacenza, Forlì Cesena, Ravenna, Rimini), ma c’è anche una componente laziale (come vedremo in seguito, una vera “romana de Roma”).

Nel marasma della stazione mi sforzo di trovare un gruppo di una ventina di scout: sono fuori, in cerchio, ad ammirare infreddoliti il grande orologio analogico, fermo ancora sulle 10,25 dalla Strage di Sabato 2 Agosto 1980. Riconosco qualche faccia, ci siamo già visti -più abbronzati- a San Rossore. Mentre attendiamo i ritardatari ci presentiamo con un gioco, suscitando l’interesse di un simpatico senzatetto di nome Michail.

La nostra guida è la nostra scolta Marta, bolognese DOC, che ci mostra le bellezze del suo centro storico. Non può mancare la foto di gruppo di fronte alla chiesa di San Petronio, il patrono della “Dotta”!

Raggiungiamo la chiesa di San Giovanni in Monte, sede del gruppo scout Bologna 3, il luogo dove trascorreremo la notte. Ci facciamo un tè, e poi da bravi scout, ceniamo. Tutti i pasti del campetto hanno provenienza regionale: infatti ciascuno di noi si è presentato con una specialità tipica della propria cucina locale. Sotto con bigoli al ragù, cotechino e fagioli, gnocchi alla zucca, gramigna con salsiccia, montasio e polenta, erbazzone, sbrazaledon, pandoro… Complimenti ai cuochi!

E’ Halloween! La sera riportiamo in vita orribili creature. Esemplari i nostri capiclan: qui vediamo Cristina, una malvagia strega, e Sergio, una sorta di “bimbo-hulk” assassino.

Il giorno seguente ci avviamo verso la Stazione: rotta Vignola! Sulla via troviamo un Hotel con il nome del nostro clan. Meglio immortalare questo magico e irripetibile momento.

Dopo un breve tratto di treno si riparte con le proprie gambe. “Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi”. Ed entriamo nella provincia di Modena. (Nella seconda foto, a sinistra, potete ammirare Nausicaa, la “romana de roma” di cui vi parlavo).

Ora la nostra guida è la vignolese Alice, che ci mostra l’azione di coraggio (in vista della passata Route Nazionale 2014) svolta dal suo clan Vignola 1 l’anno scorso. Con l’aiuto dell’amministrazione comunale e Libera (Gruppo Niscemi di Savignano), hanno risistemato (e organizzato attività di informazione) in un area verde di Savignano sul Panaro, intitolandola a Lea Garofalo, testimone di giustizia vittima della ‘Ndrangheta. Il parco ora si chiama “Parco del Coraggio” e contiene un percorso di pensieri pirografati di personalità famose -e non- sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata. Ci fermiamo per visitarlo.

Proseguiamo, e raggiungiamo Vignola, dove ci sistemiamo nella sede del gruppo di Alice. A pranzo svuotiamo il rifornimento di “tigelle” (con salumi vari) fornitoci dalla fantastica famiglia di Alice, e dopo una improbabile partita a calcio riusciamo a immortalare il nostro fotografo e capoclan, super-Giangio, durante la pennichella pomeridiana.

Dopo le attività di presentazione delle nostre comunità, tradizioni, usanze, è tempo di cibarsi. E via con piadine e affettati, soppresse con e senza aglio, per chiudere con la combo tutta piacentina di Busslanein e Malvasia. (Siamo sempre a mangiare! ndr)

Il mattino seguente ci sorprendono due individui che danno l’idea di essere importanti. Sono Nicolò, il Capo-contingente FIS e Paolo, il responsabile dell’Area Comunicazione. Con loro poi anche Letizia e Alessio, i responsabili dell’Area IST.  Hanno con sé i fazzolettoni di contingente. Ha inizio la cerimonia! Sulle parole de “La spiritualità della strada” di Don Giorgio Basadonna il clan Donatello entra ufficialmente a far parte del contingente italiano.

Giappone, arriviamo! WA!


 
articolo di Francesco Brianzi (Maestrale Effervescente)