01 agosto- attività Community!


Beh, e che dire? Il Jamboree è ormai cominciato da quattro giorni, ma sembra di essere qui da più di un mese! E’ veramente una mega marmellata quella che stiamo formando, giorno per giorno, nazione per nazione. Sono miliardi le bandiere che sventolano nell’afa di Kirara-hama, qua a Yamaguchi. Sono miliardi come le persone che incontri per strada e che ti sorridono, ti battono il cinque, di chiedono nome, cognome, nazione di provenienza, aprono scambi di distintivi, fazzolettoni, che esplodono dalla foga di conoscerti, magari abbracciarti, e non più d’altro. Siamo tutti così incastrati in questo grande cmovimento che più un gioco è rumoroso, patriottico, carico di vampate di energia pura e più è divertente, più la gente ti si avvicina, si unisce e sprizza gioia da tutti i pori. Non importa più l’inglese: ci si intende a sguardi, gesti, risate. In fondo siamo qua tutti insieme con lo stesso obiettivo. Non importa l’intendersi: già ci conosciamo! Ragazzi, siamo scout, siamo tutti uguali, tutti qua per esaurirci, per tornare a casa tanto pieni dentro quanto pesanti negli zaini!
Oggi, con il sottocampo Fuji, abbiamo partecipato al modulo sulla “Community”. Divisi a squadriglie siamo partiti scaglionati dalle 6.30 alle 7.30. I pullman ci hanno portati in posti differenti, dove persone del luogo erano pronte ad accoglierci e farci nuovamente entrare in contatto con la loro particolarissima cultura giapponese. Ciò che più ci colpisce di tutti loro, è tanto la testardaggine che pongono nel metterci alla prova con le loro usanze –non mancando di riportare fotograficamente qualsiasi nostra mossa o espressione- quanto la voglia di conoscere noi e di assaggiare tutto ciò che ci portiamo dall’Italia. Sono curiosissimi, educatissimi e non spiccicano una parola in inglese. Non posso non confessare che ogni volta che ci troviamo fra loro mi sento circondata da belle persone che ti saltellano intorno, fanno versi strani e ti guardano con quegli occhi brillanti, sempre svegli e attenti, che ti seguono e magari dopo un tuo determinato movimento scoppiano in una risata. Ed è bello così, perché per quanto possiamo sembrarci strani e diversi, alla fin fine ridiamo tutti allo stesso modo. E proprio a questo possono servire le attività di incontro di culture diverse: lo spirito di unità, tanto sponsorizzato da questo Jamboree, parte da qua per arrivare alla fusione reciproca, alla pace, all’amicizia.
Siamo stati ospitati da un gruppo di agricoltori, operai in un frutteto di pesche, uva, pere giapponesi e mele. Hanno condiviso con noi i loro incidenti, nel giugno del 2014 un alluvione ha infatti distrutto tutti i loro orti.  Dopo pranzo siamo stati accompagnati a una scuola elementare, dove bambini in uniforme scolastica hanno giocato con noi e con noi hanno visto una tipica rappresentazione teatrale giapponese. Una storia tratta da un manga: un guerriero che uccide tre draghi, in cerimoniosi passi e balletti.
Adesso siamo rientrati, di nuovo compressati fra tutti questi scout, compagni anche se mai visti prima. E non posso non dire che non sia bello così.
Direttamente dal Jamboree,
Cecilia Barachini

31 luglio – attività Nature!

Una giornata nella natura
Oggi, 31 luglio 2015 il reparto Ardito Desio (formato da ragazzi friulani, DA20150727_10.jpgveneti, trentini e appartenentiall’associazione Sudtiroler Pfadfinderschaft), ha partecipato all’attività off-site riguardante la natura ed alle ore 9 ci siamo spostati verso la città di Akiyoshidai per visitare la Akiyoshido cave, la caverna più grande del Giappone.
Questa caverna si è formata in trecento milioni di anni grazie all’acqua che, infiltrandosi, ha corroso la roccia.
Durante il percorso abbiamo visto numerose formazioni di roccia, come le stalattiti e stalagmiti, oltre a piccoli laghetti denominati “the thousand rice camps” a causa della loro somiglianza ai laghetti in cui si coltiva il riso.
Lì abbiamo avuto l’occasione di parlare con Scouts provenienti dalla Germania, dal Messico e dall’Inghilterra.
Finito il giro nella cittadina ci siamo spostati nel “Akiyoshidai Quasi-National Park” conosciuto per la sua varietà di fossili, dove abbiamo camminato per raggiungere la cima di una collina e ammirare il panorama, per poi fermarci in una foresta molto più fresca della zona circostante.
Lì abbiamo imparato un nuovo bams, grazie alla nostra guida, un IST rumeno, chiamato Scout Clap.
La giornata di oggi è stata intensa e fantastica, e l’entusiasmo ormai può solo crescere!
Nicola Galluccio
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Natura. La nostra casa, una risorsa per tutti. Un elemento necessario nella vita di ogni essere vivente. Molto spesso non ci rendiamo conto di ciò che ci circonda, troppo presi dalla tecnologia in continua evoluzione, dalle nostre comodità, eppure intorno a noi cose impensabili ci attendono. Creature, luoghi ed emozioni che un computer non potrebbe mai riprodurre.
Il Giappone è la prova che la natura e la tecnologia possono convivere in perfetta armonia, senza compromettere l’evoluzione o la sopravvivenza di una o dell’altra.
Oggi, abbiamo avuto la fortuna di intraprendere una veloce camminata attraverso le montagne intorno a noi. Arrivati sulla cima della montagna più alta, abbiamo potuto osservare il meraviglioso paesaggio che caratterizza la zona di Yamaguchi e allo stesso tempo provare un senso di pace difficile da trovare all’interno del campo. Davanti a questo fantastico panorama abbiamo riflettuto sul contrasto fra la tecnologia e la natura, esso dona un diverso fascino a questa terra.
La gita ci ha permesso di rafforzare maggiormente il legame delle singole squadriglie, ha aiutato a capire meglio le nostre debolezze e i nostri punti di forza. Grazie a questa esperienza, oltre ad aver potuto vedere un paesaggio indimenticabile, ho ricordato a me stessa quanto sia importante ciò che ci circonda, ogni essere vivente va rispettato, perché ognuno di noi nel suo piccolo è importante.
Beatrice Ascanio
 
 

30 luglio – attività GDV!

Oggi 30 luglio, giorno dopo l’apertura ufficiale del ventitreesimo Jamboree mondiale dello scautismo, i reparti italiani e tutte le unità italiane partecipanti hanno cominciato le varie attività che li accompagneranno durante questa magnifica esperienza.
Il reparto sud Eduardo De Filippo ha cominciato la giornata con un attività chiamata GDV (Global Development Village), che tratta di una serie di momenti a tappe da fare di pattuglia o squadriglia.
DSC_0879Il tema centrale su cui ruota questa esperienza è quello di introdurre i ragazzi alle principali problematiche mondiali come la fame, siccità, guerra, droghe e discriminazione. Ciascuna base offre un gioco da fare insieme ad un gruppo di ragazzi con lo scopo di insegnare qualcosa su tema scelto ai ragazzi. Ad esempio nella base delle Human Disabilities (disabilità umane) i ragazzi si sono dovuti bendare e montare una tenda fingendo di essere ciechi.  Montare una tenda,  che può apparire come un’attività non impegnativa, è stato molto difficile ed ha richiesto molto più tempo di una normale montaturao
Ecco solo alcune delle tantissime attività che hanno trovato spazio in questa giornata: la prima di una lunga serie!
 
Luca Avelardi
Reparto Eduardo de Filippo
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30 luglio – Attività Culture!

Per capire davvero la complessità e la varietà dei popoli e delle culture presenti al Jamboree si deve assolutamente fare un salto all’attività Culture. Non c’è forse altro posto in tutto il campo dove si possano osservare così tanti scout intenti a cercare di scoprire e conoscere gli usi e le tradizioni degli altri partecipanti.
Una volta arrivati davanti al tendone bianco del padiglione internazionale, si viene infatti travolti da una marea di esploratori, esploratrici e guide di ogni nazionalità che si guardano curiosi, stupiti quanto noi dalla grandissima gamma di popoli presenti.
I più rappresentati sono senza dubbio i padroni di casa, i giapponesi, presenti con circa una decina di stand sulle tradizioni di questo paese straordinario: si va dagli origami alla cerimonia del thè, dai ventagli ai kimono, dal cibo alla calligrafia. Ma basta fare pochi passi per finire a ballare tra i guatemaltechi o decifrare i codici inglesi… o ancora, appena usciti dal tendone, si possono incontrare americani che ti sfidano a catturare mucche di legno col lazo, tedeschi che montano tende, peruviani che suonano cajon, norvegesi che portano il loro “clima” tramite sci, indonesiani che danno prova del loro equilibrio con dei trampoli o irlandesi che ti intrattengono con musiche tipiche mentre scrivi il nome in gaelico.  E mentre da un lato della strada alcuni scout statunitensi ti invitano a imprimere il “WA” sulla cintura, dall’altro alcuni ragazzi entrano in una tipica tenda ungherese e, complici lo schiocco delle fruste e i canti di questa terra, per sentirsi parte di una famiglia di magiari accampata fuori Budapest.
Mentre il ritmo dell’orchestra di tamburi giapponesi (suonati da ogni scout voglioso, ansioso di dar prova del proprio ritmo) annunciano la conclusione dell’attività, si odorano profumi di deliziose pietanze a tentarci: l’aroma della crema di biscotti del Belgio, l’odore delle salse messicane, il profumo del thè arabo e dei piatti giapponesi.
Un primo assaggio di campo, un primo assaggio della conoscenza degli altri popoli.
 
Giacomo Maggiorano
 

Il Console italiano al Jam!

DSC_0032Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto al campo la visita del Console Generale italiano ad Osaka Marco Lombardi, il quale ha avuto modo di conoscere alcuni dei ragazzi italiani presenti al campo, di assistere alla cerimonia di apertura e di visitare il campo guidato dai capi contingente.
Il Console  si è complimentato con lo staff di contingente per l’ottima organizzazione dell’evento e per  il metodo di promozione dell’Italia qui al Jamboree.
Una bella pagina dell’immagine del nostro Paese all’estero: competenza, passione e grande disponibilità tra gli elementi caratteristici che hanno fatto brillare l’Italia.
Tra le cose che hanno colpito la sua attenzione, durante la festosa e colorata apertura nell’arena centrale, l’entusiasmo e il sorriso dei ragazzi che esprimevano non solo divertimento, ma anche consapevolezza dell’importante ruolo da loro rivestito come ambasciatori dello scautismo italiano all’estero.
Un grazie al Console per esserci venuto a trovare ed aver colto la bellezza del nostro Paese nell’incontro con una splendida terra straniera.
Mattia Aliffi